IO SOPRAVVIVO.

Vaygach Artic Island. Remains of the zinc and lead ore mine at Razdelny Cape. © Tomasz Kizny
Vaygach Artic Island.
Remains of the zinc and lead ore mine at Razdelny Cape.
© Tomasz Kizny

Dormo sulla pietra
a volte immagino sia seta
solo per non pensare
ad una gelida estate
fatta di marmo e fumo

Poi guardo verso un orizzonte
scopro che non c’è più
vedo solo colori grigi e tetri

La mia mente vaga
cerca di viaggiare lontano da qui
da queste mura disoneste di filo spinato
da questi colli di cadaveri ormai spenti
da questa vita senza senso
lontano dalla fame di vendetta e di morte

Il mio cervello a tratti sembra assente
quasi come volesse fuggire via
e sogno quella Pietrogrado
la città dalle mille speranze
dove ti senti libero di vivere
ma poi scopri l’altra faccia della medaglia
ed improvvisamente ti ritrovi al gelo
il sogno russo scompare
come un uragano che trascina via tutto
anche le cose più belle

Mi guardo intorno e cerco nei visi un tratto
sperando invano di trovare la speranza negli occhi
anche se forse di speranza non si tratta più
siamo solo anime contraddistinte dallo sguardo
come se Dmitrij non fosse il mio nome
ma solo un vago ricordo di tempi immemori, fin troppo lontani
che lasciano spazio al vuoto oltre il tempo

Ecco è mezzogiorno
il tempo scorre in fretta
io mi trovo qui
tra mille perché
tra mille come
ma nonostante tutto
Io ancora ci sono
Nell’inferno terreno

IO SOPRAVVIVO

Sofia Ermini – 2014

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