Ci si guardava negli occhi e ancora non si sparava…

“(…) Da Vitez a Mali Mosunj vivevamo gli uni accanto agli altri. Stesse scuole, stessi giochi, stesse abitudini. Che poi loro andassero in moschea e noi in chiesa non era sembrato, fino a quel punto, molto importante anche perché, in moschea come in chiesa, tutti ci andavano poco. Loro, i musulmani, ci avevano sempre rispettato. Poi con la Croazia indipendente e la Bosnia a un passo dall’indipendenza cominciammo ad avere paura gli uni degli altri. Non succedeva ancora nulla, ma ognuno se ne stava per conto suo. I croati con i croati, i musulmani con i musulmani. Una notte, bruciò la prima casa e la guerra cominciò. Ognuno si scavò le sue trincee. Erano lontane venti metri le une dalle altre. Ci si guardava negli occhi e ancora non si sparava…

da: Significati del confine. I limiti naturali, storici, mentali di Piero Zanini

Pier Paolo Alfei

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