1905: l’Annus Mirabilis di Albert Einstein

(di Edoardo Nespeca)

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«Non ho particolari talenti, sono solo appassionatamente curioso.» (da una lettera a Carl Seelig, 11 marzo 1952)

Nel 1905 Albert Einstein, allora impiegato di 26 anni presso un ufficio brevetti di Zurigo e semisconosciuto a tutti, pubblicò nel giro di sette mesi quattro articoli scientifici. Quattro articoli che però, da soli, bastarono a cambiare per sempre la fisica e il modo di guardare l’universo che ci circonda.

  • Formulò una teoria sull’effetto fotoelettrico (il fenomeno fisico caratterizzato dall’emissione di elettroni da una superficie, solitamente metallica, quando questa viene colpita da una radiazione elettromagnetica), che diede una grande spinta alla meccanica quantistica (e che gli valse il premio Nobel per la fisica nel 1921).
  • Spiegò in che modo le vibrazioni delle molecole d’acqua potevano provocare il moto browniano. Nel 1827, infatti, il biologo RobertBrown aveva effettuato delle osservazioni al microscopio notando che le particelle di polline immerse nell’acqua si muovevano a zigzag, ma non aveva saputo darne una spiegazione.
  • Espose la teoria della relatività ristretta, che contraddiceva un’idea fondamentale che era stata propria di scienziati come Isaac Newton, cioè che lo scorrere del tempo fosse costante in tutto l’universo. La teoria di Einstein sosteneva che è la velocità della luce, non lo scorrere del tempo, a essere costante nell’universo.
  • Elaborò su carta infine un corollario della precedente teoria della relatività, contenente la celebre formula che è diventata il simbolo del suo lavoro: E=mc². Secondo quest’equazione la quantità di energia liberata quando si scinde un atomo è uguale alla perdita di massa moltiplicata per la velocità della luce al quadrato.

Per comprendere meglio la teoria della relatività attraverso esempi “concreti” consiglio la visione di questo documentario molto chiaro di Alberto Angela (in particolare dal minuto 16:08 in poi):

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