Alberto Moravia e il terrorismo

(di Pier Paolo Alfei)

(…) Alberto Moravia: “Il terrorismo moderno è pubblicità di morte per fine di potere. Poiché, come in tutte le pubblicità il prodotto che si vuol vendere deve anzitutto essere “serio”, il terrorista non esita a uccidere. Togliete al terrorista la pubblicità e non resterà che violenza gratuita. Già, perché la sola giustificazione dell’azione terroristica è di essere conosciuta e celebrata. Se non ci fossero giornali, radio, televisione, e insomma i cosiddetti mass-media, il terrorismo cesserebbe subito, si tornerebbe all’attentato al re, al presidente, al capo. Cioè all’attentato funzionale e necessario. D’altra parte il fatto che il terrorismo moderno si serva dell’uomo comune ne rivela il carattere consumistico: si fa la pubblicità alla morte come ai vestiti e alle sigarette. E tra il terrorismo moderno e i mass-media il rapporto non è innocente e casuale. Il primo conta sui secondi; questi sul primo.

(domanda: si può dire che esiste un terrorismo di destra e un terrorismo di sinistra?)

A.M.: “Esistono tutti i terrorismi possibili. Ma il paragone si può fare soltanto a priori, prima cioè dell’azione terroristica, tra le varie ideologie di destra e di sinistra che lo giustificano. Una volta varcato il limite che separa l’ideologia dall’azione, non c’è che un solo terrorismo: il mezzo si è sostituito al fine.”

(domanda: che differenza c’è tra terrorismo e guerriglia secondo te?)

A.M.: “La guerriglia probabilmente è “difensiva”. Chi non dispone di un esercito moderno e bene armato ed equipaggiato, fa la guerriglia. Il terrorismo sarebbe forse il momento “offensivo” della guerriglia. Ma esso manca appunto della giustificazione “difensiva”. Volendo colpire indirettamente l’esercito nemico, il terrorismo degrada la tecnica insidiosa propria della guerriglia prendendo di mira i civili, gli ostaggi, gli inermi eccetera.”

(…)

(domanda: che senso ha la rappresaglia contro il terrorismo, le incursioni israeliane in Libano eccetera?)

A.M.: “La rappresaglia è una risposta terroristica al terrorismo. Tuttavia essa, sul piano politico, è più sconsigliabile del terrorismo in quanto, come si è detto, non può che trasformare in guerra atroce ciò che in origine era uno scontro tra ragione e furore. Ma la rappresaglia è peggiore del terrorismo in quanto cerca di dare al furore l’apparenza della ragione. Si osservi pure che mentre il terrorismo ha come giustificazione la disperazione, la rappresaglia ha come giustificazione il terrorismo.”

(domande e risposte tratte da Terrorismo e terroristi di Marco Fossati)

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