Bandiera rossa: da segnale di repressione a simbolo rivoluzionario

(di Pier Paolo Alfei)

“(…) Per un paradosso singolare della storia, la bandiera rossa, in origine, fu un segnale di repressione, anziché un simbolo rivoluzionario. L’assalto alla Bastiglia, per quanto oggetto di esaltazioni ditirambiche, aveva messo una gran paura addosso alla maggioranza moderata dell’Assemblea nazionale. Per impedire nuove agitazioni violente di folla, fu votata una legge marziale il 21 ottobre 1789, in cui era prevista l’esposizione di una bandiera rossa, come segnale di pericolo, in caso di tumulti popolari. Dopo avere dato quel segnale, gli officiers municipaux potevano fare intervenire la guardia nazionale o la truppa; fatte tre intimazioni, si sarebbe aperto il fuoco. è quesi superfluo aggiungere che Marat protestò violentemente contro questa misura repressiva e irrise al bout de toile rouge con cui ci si illudeva di fermare l’indignation publique.

(citato da Le origini del socialismo. Da Utopia alla bandiera rossa di Giorgio Spini)

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