Disinvestimento sociale e sovrainvestimento carcerario: il caso degli Stati Uniti

(di Pier Paolo ALfei)

“(…) La deregolamentazione economica e l’iper-regolazione penale vanno di pari passo: il disinvestimento sociale suppone e provoca il sovrainvestimento carcerario, che rappresenta l’unico strumento in grado di far fronte agli sconvolgimenti causati dallo smantellamento dello Stato sociale e dalla generalizzazione dell’insicurezza materiale che inevitabilmente si diffonde fra i gruppi collocati nelle posizioni inferiori della scala sociale. (…) Gli Stati Uniti occupano il primo posto sia nella lotta contro la criminalità, sia nell’incarcerazione di un numero crescente di detenuti (solo la Federazione Russa si avvicina alle quote statunitensi). Dal 1980 a oggi negli Stati Uniti la popolazione penitenziaria si è più che triplicata, raggiungendo, nel luglio 2003, la cifra di 2 166 000 detenuti. Il tasso di detenzione è il più alto del mondo: 702 cittadini incarcerati ogni 100 000, sette volte più che in Italia.”

Da: Globalizzazione. Una mappa dei problemi di Danilo Zolo

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