Comalcalco: una scoperta archeologica sensazionale

(di Edoardo Nespeca)

Nel 1850 l’archeologo francese Désiré Charnay era ancora un semplice insegnante di lingua a New Orleans, quando gli capitò tra le mani un libro: Incidents of travel in Central America, Chiapas and Yucatán, pubblicato da due esploratori, J. Stephens e F. Catherwood, che qualche anno prima si erano avventurati nelle regioni dell’America Centrale. Colpito dalle loro illustrazioni, Charnay decise di seguire le loro tracce e dopo aver racimolato i fondi necessari per la ricerca, nel 1880 tornò in Messico e visitò diverse città e villaggi, tra cui Comalcalco (situato su un’isola tra il Rio Seco e l’antico Tobasco).

Fu proprio qui che, dopo aver stretto amicizia con alcune persone del posto, venne a sapere da costoro che nella vicina foresta c’era “una quantità di piramidi che gli abitanti paragonavano a una catena montuosa”. Tuttavia, secondo le testimonianze, i nativi del luogo si erano da sempre serviti (e si servivano tuttora) dei mattoni di queste piramidi per la costruzione di case e strade nei loro villaggi. Preoccupato dalla possibilità che questi smantellamenti avessero ormai cancellato le rovine, Charnay si mise subito in marcia e dopo un viaggio molto estenuante, riuscì finalmente a scorgere i resti di una piramide, anche se il sito era talmente coperto di vegetazione da trovarsi in penombra.

Quando i lavori di disboscamento furono terminati, l’archeologo francese restò meravigliato della propria scoperta: scattò molte fotografie (la sua notorietà è dovuta infatti anche all’uso pionieristico della fotografia per la documentazione delle sue scoperte) e disegnò una mappa che descriveva la zona. L’archeologo però si rese subito conto che, a dispetto del tempo che gli restava, sarebbe stata necessaria una lunga e approfondita ricerca: “Quanti misteri da chiarire, ci vorranno molti anni, molte persone e una salute ferrea per i nuovi esploratori; io ho solo spianato la strada”.

Un mattone proveniente da Comalcalco
Un mattone proveniente da Comalcalco

Le successive ricerche hanno confermato che Comalcalco si sviluppò alla fine del periodo classico (250 – 900 d.C.) e che fu un tempo costituì un importante nucleo commerciale grazie alla sua posizione strategica. Fu costruita in via eccezionale usando mattoni di argilla cotta tenuti assieme con malta, a causa della mancanza di calcare nella zona. La città comprendeva 432 edifici e nel 2011 vi è stato ritrovato il primo cimitero maya.

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