Le “cose certe” di Joyce Lussu. Il Fermano in poesia.

Joyce Lussu (1912-1998) ha saputo raccontare i disagi e le contraddizioni dell’Italia del novecento attraverso la sua vita intensissima: è stata giornalista, scrittrice, poetessa e partigiana.

In “Inventario delle cose certe” (1998) la Lussu ci racconta il Fermano (lei vive a lungo nella villa della sua famiglia a San Tommaso di Fermo) e la sua quotidianità.

Bozzetti di natura campestre si mescolano a passaggi sull’asprezza del vivere in queste terre (raccontati mediante il vissuto di alcune donne del luogo), sempre nell’ottica di un linguaggio basso e confidenziale, che tende a valorizzare le “cose certe” della vita e ad eliminare i fasti poetici e lo stile di vita superficiale in voga nel suo tempo.

Il rigagnolo stagna in mezzo alla strada
il sole batte sul rigagnolo
il sole batte sulla polvere della strada
batte sui muri delle case basse a un solo piano
il vento solleva la polvere il sole la riscalda
il sole riscalda l’acqua fetida del rigagnolo
e i muri delle cucine basse senz’acqua corrente
e i ciuffi di erbacce secche ai piedi dei muri
e i bambini che giocano nel rigagnolo e nella polvere
Giovanna ha sette figli gli ultimi due gemelle
durante la gravidanza le son caduti tre denti
si vede quando tira le labbra pallide per sorridere
e sopra gli occhi e le tempie cave i ciuffi di capelli
son secchi e polverosi nel sole
adesso che non è gravida il suo corpo è scavato come un arco
la spina dorsale è curva e i seni pendono
lunghi e vuoti sotto la vestina di cotone
ma certamente il marito la ingraviderà ancora più volte
Giovanna ha ventisette anni.

Riccardo Santarelli

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