Il rogo dei libri (10 maggio 1933)

(di Pier Paolo Alfei)

Volksaufklarung, illuminazione del popolo. Aufklarung: il termine usato per definire l’illuminismo è piegato alla pedagogia politica del ministro della Propaganda, ed è Goebbels stesso a organizzare una delle scenografie più tragiche e più drammatiche del nuovo potere: il rogo dei libri degli autori ebrei – da Marx a Freud -, degli scrittori scomodi e pacifisti e anche di un classico come Heinrich Heine, l’ebreo tedesco di metà Ottocento. A Berlino i libri vengono bruciati nella Opernplatz (oggi Bebelplatz) praticamente di fronte all’Università, la Humboldt-Universitat, lungo l’Unter den Linden, ma sono 22 le città universitarie tedesche in cui la stessa scena si ripete quel giorno, il 10 maggio 1933.”

Da: I volti del potere

Heinrich Heine: Dort, wo man Bucher verbrennt, verbrennt man am Ende auch Menschen (“là dove si bruciano i libri si bruceranno un giorno anche gli uomini“).

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