La storia di Alcatraz, il carcere (apparentemente) inviolabile

(di Edoardo Nespeca)

L’11 agosto 1934 veniva inaugurata, presso l’isola di Alcatraz, l’omonima prigione di massima sicurezza.

L’isola si trova a 2,4 chilometri dalla baia di San Francisco (California) ed è costituita principalmente da roccia. La notorietà del carcere è dovuta ai metodi molto rigidi con cui erano trattati i prigionieri: le celle erano singole e molto piccole, le trasgressioni venivano punite con la reclusione in isolamento al buio e al freddo, mentre la possibilità di lavorare doveva essere guadagnata attraverso una condotta esemplare (a differenza degli altri penitenziari, dove era concessa a tutti). Durante i 29 anni di attività, vi furono imprigionati alcuni tra in più noti criminali della storia: Al Capone, Robert Franklin Stroud (L’ornitologo di Alcatraz), George “Mitragliatrice” Kelly e “Bumpy” Johnson.

Nonostante la prigione fosse “a prova di evasione”, numerosi furono i tentativi di fuga. Il più celebre rimane indubbiamente quello di Frank Morris ed i fratelli John e Clarence Anglin, tuttora avvolto in un alone di mistero. Secondo le testimonianze, per lunghi mesi si servirono di alcuni cucchiai da cucina per scavare il proprio buco e finalmente, l’11 giugno 1962, dopo aver camuffato la fuga attraverso dei manichini lasciati sulle brande, riuscirono a raggiungere i condotti per la ventilazione facendo perdere le proprie tracce. La direzione del carcere, non avendone però mai ritrovato i corpi, negò fermamente la possibilità che fossero riusciti a fuggire dall’isola (e, soprattutto, ad attraversare a nuoto il gelido tratto della baia di San Francisco). Da queste vicende è tratto il film “Fuga da Alcatraz” di Cleant Eastwood.

Il carcere venne definitivamente chiuso nel 1963 a causa degli elevati costi di mantenimento dei detenuti ed oggi è sede di un museo che attrae più di un milione di visitatori l’anno.

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