L’islam in Italia

Nella società italiana, la presenza musulmana è ormai vasta e consolidata, malgrado alcuni pregiudizi sull’Islam e una generalizzata ignoranza della sua religione e cultura. E’ possibile identificare una prima generazione di immigrati musulmani, spesso solitari e senza famiglia, provenienti da aree rurali e con un basso livello di istruzione e un forte attaccamento alla tradizione religiosa, il cui obiettivo principale era ritornare nei paesi di origine in migliori condizioni economiche. Esiste oggi una seconda generazione, costituita da persone provenienti da Paesi Islamici , ma anche nate in Italia, che presenta caratteri diversi: si tratta di individui cresciuti in ambienti urbani e con un buon livello di istruzione, abituati a forme di libera espressione e di partecipazione alla vita civile. In maggioranza hanno scelto di vivere in Italia, per cui rivendicano il riconoscimento dei loro diritti come cittadini Italiani. Questo comporta già che la religione islamica non riguarda più gli immigrati, ma si presenta come un culto italiano con propria visibilità, determinata della presenza di numerose associazioni musulmane, case editrici, riviste e moschee.
Le comunità islamiche stanno acquistando rilevanza nella società civile, politica e religiosa, anche se non mancano fenomeni di xenofobia e islamofobia da parte di gruppi isolati o di movimenti politici. L’islam italiano è una realtà pluralista, con una maggioranza che vuole piena integrazione nella società italiana nel più assoluto rispetto delle leggi. Nonostante che gran parte delle persone provenienti da Paesi islamici sia sostanzialmente laica, per molti l’islam è un punto di riferimento che serve a mantenere la propria identità culturale. Fra costoro, la posizione più diffusa è quella di salvaguardare i valori della tradizione, ma di contribuire nello stesso tempo alla nascita di una società interculturale. Esistono anche gruppi radicali di minoranza, che manifestano una certa intolleranza religiosa e assumono un atteggiamento discriminatorio e oppressivo nei confronti delle donne, provocando spesso le critiche e la condanna morale da parte delle stesse comunità musulmane, le quali non mancano di ribadire come certi costumi (poligamia, infibulazione, uso del chador) non siano realtà proprio dell’islam, ma eredità di tradizioni tribali millenarie, praticate anche in ambienti non musulmani. La comunità islamica chiede allo stato di fare delle scelte politiche a favore dell’islam italiano, affinché anche questo credo religioso abbia lo stesso riconoscimento garantito dalla Costituzione a tutte le religioni.

Emmanuel Agyeman

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