L’abuso politico della storia

(di Pier Paolo Alfei) “La guerra del Golfo, prima dell’era postbipolare, mentre riconduce il fatto bellico al centro del dibattito intellettuale, attribuisce nuovamente agli intellettuali un ruolo importante. Grazie a questa guerra ciò che Habermas aveva chiamato uso pubblico della storia diventa uso (e abuso) politico della storia.

Quanto più l’opinione pubblica appare incerta, preoccupata, dubbiosa, tanto più cospicuo deve essere lo sforzo della propaganda, tanto più frequente, persino necessario il ricorso alla storia.

La storia per i manipolatori della verità diventa uno straordinario supermercato dove a poco prezzo si può acquistare di tutto, senza controlli, senza limiti, senza remore.

Si è parlato di un atteggiamento turistico verso la storia: storia come serie di luoghi da visitare, preferibilmente attraverso le immagini, in modo acritico, esteriore.”

Da: D’Orsi, I chierici alla guerra: la seduzione bellica sugli intellettuali da Adua a Baghdad, Torino, Bollati Boringhieri, 2005

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