Piccolo dizionario del Medioevo europeo. B come Banno.

di Chiara Sampaolesi

Con la disintegrazione dell’impero carolingio e la conseguente affermazione del fenomeno di incastellamento, il potere di comando – fino a quel momento prerogativa assoluta del sovrano – passa nelle mani dei signori feudali. Si tratta del potere inteso nella sua accezione più concreta: i feudatari hanno ora l’autorità di obbligare, condannare e punire, e la esercitano su tutti coloro che vivono nei territori adiacenti il castello, dai piccoli proprietari, ai liberi braccianti, ai servi; è quella che viene definita dagli storici come “signoria di banno” (distinta da altre forme di signoria, più limitate).

Ovviamente all’inizio si tratta di un potere percepito come abusivo, illegittimo, che però, dato che la frammentazione territoriale del Medioevo fa venir meno il rispetto di quel “principio di diritto” che era alla base della cultura romana, risulta prima legittimato dalla consuetudine, fin poi ad essere legalmente riconosciuto e sancito come ereditario, insieme con il beneficium feudale, nel Capitolare di Quiertzy  dell’877.

Il detentore del banno, cioè il feudatario, esercita il diritto di perseguire i criminali, arrestare i malfattori, giudicare le liti; inoltre egli può imporre coercitivamente pedaggi, tasse e prestazioni d’opera: si tratta di imposizioni che solo in parte costituiscono una sorta di sopravvivenza di quelle prestazioni precedentemente dovute al re, e che per lo più sono nuove introduzioni, quelle che gli storici faranno ricadere sotto il nome di bannalità. Le bannalità costituiscono un tratto specifico della signoria di banno ed hanno un carattere assolutamente monopolistico: esiste un banno del mulino, del torchio, del forno, del frantoio, per cui soltanto il signore può possedere queste attrezzature, e gli abitanti sono costretti a servirsene a pagamento; d’altronde occorre notare che, specialmente nei primi secoli dell’affermazione della signoria di banno, il feudatario è l’unico, per mezzi e ricchezza, a potersi dotare di questi mezzi “tecnologici” che, per l’epoca, rappresentavano certamente un ausilio fondamentale per lo svolgimento delle faticose attività agricole.

Il potere di banno inteso in questo senso vedrà il suo declino a partire dal XII-XII secolo, quando cioè in Europa si verifica un rafforzamento del potere regio e in Italia si affermano i Comuni: entrambe le istituzioni politiche infatti si sostituiscono progressivamente alla nobiltà terriera locale nell’esercizio della giustizia; continua ancora a chiamarsi banno solo il potere del re di accogliere sotto la sua protezione ogni area – centrale o periferica, cittadina o del contado – posta all’interno dei confini del suo regno (da cui, ad esempio, il termine francese banlieue).

Il termine cadrà poi in disuso solo quando, parallelamente all’affermazione di monarchie nazionali forti e solide, si verrà via via costruendo una vera e propria organizzazione statale, dotata di una struttura burocratica specializzata nello svolgere le varie mansioni di controllo.

(fonte: Barbero-Frugoni, Dizionario del Medioevo, Roma, Laterza, 1994)

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