Il mistero di un re romantico: re Ludwig II Wittelsbach von Bayern

(di Giada Tedaldi) ALBERO GENEALOGICO DELLA FAMIGLIA WITTELSBACH.

La famiglia Wittelsbach è una delle più antiche dinastie europee e la più antica in Germania. I vari titoli nobiliari di cui vennero investiti derivano daOttone I Wittelsbach che per primo fu incoronato Duca di Baviera nel 1180. Nel corso dei secoli la famiglia ottenne i titoli di Duchi, Elettori e Re di Baviera, tra il 1180 e il 1918; Conti Palatini del Reno, tra il 1214 e il 1803;Margavi di Brandeburgo, per il breve periodo compreso tra il 1323 e il 1373;Conti d’Olanda, Hainaut e Zelanda, dal 1345 al 1432; Arcivescovo Elettore di Colonia, dal 1583 al 1761; Duchi di Jülich e Berg (1614 – 1794/1806);Re di Svezia, 1441 – 1448 e 1654 – 1720 e un re di Grecia tra il 1832 e il 1862.

Dopo l’estinzione del ramo bavarese della casata e la breve guerra di successione che ne seguì, tra i due rami superstiti di Zweibrücken e di Birkenfeld, nel 1777 subentrò al potere il ramo del Palatinato di Zweibrücken. I territori vennero però riuniti solo dopo la morte di Carlo Teodoro, avvenuta nel 1799, sotto il regno di Massimiliano I Giuseppe(Maximilian I Josef), eletto con il titolo di re il 1° gennaio 1806.

Il potere politico della casata cessò dopo 738 anni il 12-13 novembre 1918con la Dichiarazione di Anif rilasciata da Re Ludwig III nel Castello di Anif in Austria.
<<ZeitmeinesLebenshabeichmitdem Volk und für das Volk gearbeitet. Die Sorgefür das Wohlmeinesgeliebten Bayern war meinhöchstesStreben.
NAchdemichinfolge der Ereignisse der letztenTagenichmehr in der Lage bin die Regierungweiterzuführen, stelleichallenBeamten, Offizieren und Soldaten die Weiterabeitunter den gegebenenVerhӓltnissenfrei und entbindesie des mirgeleistetenTreueides.
Anif den 13. November 1918.
Ludwig.>>

  • ALBERO GENEALOGICO DEL RE LUDWIG II WITTLESBACH.
Maximilian I Josef von Wittlesbach
1756-1825
Augusta Wilhelmine 1765-1796 Frederich Herzog von Sachsen-Altenburg
1763-1834
Charlotte von Meckelenburg
1769-1818
Friedrich Wilhelm II von Hohenzollern
1744-1797
Friederike von Hessen-Darmastad1751-1805 Friedrich con Hessen-Homburg1748-1820 Karoline von Hessen-Darmstadt1746-1821
Ludwig I con Wittelsbach1786-1868 Theresia von Sachsen-Altenburg1792-1854 Wilhelm von Hohenzollern1783-1851 Marianne von Hessen-Homburg1785-1846
Maximilien II Joseph von Wittelsbach1811-1864 Marie von Hohenzollern1825-1889
Ludwig II von Wittelsbach1845-1886
  • GLI ANNI GIOVANILI

Otto, Friedrich, Wilhelm, Ludwig II nacque il 25 Agosto 1845 nel Castello di Nymphenburg dalla Principessa di Prussia Marie von Hohnzollern e dal Re di Baviera Maximilien II Joseph von Wittelsbach. Maximilien II Joseph divenne Re nel 1848, anno in cui nacque l’unico fratello di Ludwig II Otto, dopo l’abdicazione di Ludwig I.
L’infanzia di Ludwig II non fu animata da giochi con gli altri nobili o dai giochi con i soldatini e cavalieri. Nel Castello di Hohenschwangau l’eredetrascorreva il tempo assieme al fratello Otto giocando con marionette e bambole, in unCastello che come dimostreremo nei capitoli seguenti, è certamente molto suggestivo e adatto a queste attività grazie alle preziose decorazioni e all’ambientazione stessa dell’edificio, inserito in una suggestiva cornice naturale.
La madre era molto interessata alla mitologia classica, così come lo era stato il nonno paterno che fece arrivare in Germania, dopo aver viaggiato a lungo in Oriente e Grecia, i Marmi di Elgin e creò con estrema lungimiranza la Gipsoteca di Monaco di Baviera. In particolar modo la madre narrava spesso ai figli il mito della Nascita di Venere, soprattutto in relazione alla figura del cigno.[1]
Anche Maximilien II Joseph sfruttò reminiscenze classiche per la formazione dei figli, infatti, dopo il trasferimento a Monaco di Baviera, venne impartita loro un’educazione simile a quella spartana in cui erano banditi tutti gli aspetti più effemminati, ma aspetto che si rivelò più decisivo nelle successive insicurezze sul governo dello Stato, lo tenne sempre molto lontano dagli affari pubblici e dall’esercizio del potere. Molto precocemente cominciò l’interesse per l’erede al trono per la popolazione alpina. Questo interesse crebbe così tanto nel corso del tempo che Ludwig II d’estate amava rifugiarsi lontano dalla caotica Monaco di Baviera e prendere parte alle folkloristiche feste da ballo tirolesi e rispettando tutte le minuziose tradizioni compresocanti e yodelling.
Come molti personaggi di spicco del 1800 anche Ludwig II soffrì dimalinconiae non era raro vederlo in atteggiamenti saturnini affacciato alle finestre del palazzo cittadino. Questo atteggiamento si unì a una psicologia molto romantica che lo portò nelle serate estive a cavalcate notturne in solitaria o in barca sul Schwansee.[2] Molto giovane si interessò a poesia, pittura, musica e belle arti e soprattutto allo studio dell’architettura che tanto si rivelò importante quando decise di far edificare i Castelli.[3]

  • GLI ANNI DELL’INCORONAZIONE.

Il 10 Marzo 1864 il Re Maximilien II Joseph morì e fu il figlio diciottenne Ludwig II a succedergli sul trono bavarese. Si narra che nell’ultimo periodo il padre cominciò a comunicare col figlio e che sul letto di morte gli augurò che la morte lo raggiungesse rapidamente come era successo a lui. Questa frase assieme a molte altre rappresentano i misteri che probabilmente non otterranno mai risposta.[4]
Nonostante il ruolo del monarca nel XIX secolo fosse molto diverso da quello di capo assoluto Ludwig II adempì sempre ai propri compiti di rappresentante dello Stato bavarese siglando e firmando tutti le deliberazioni del Parlamento che gli venivano sottoposti dai funzionari.

I gusti giovanili però rimasero e così Ludwig II rifiutò sempre di trasferirsi stabilmente a vivere a Monaco, città che considerava chiassosa e caotica. Il già debole rapporto che legava il Re alla capitale venne ulteriormente incrinato quando la popolazione decise, assieme al regime, di costringere Richard Wagner a lasciare il Regno. A questo punto la situazione era talmente poco tollerabile da parte del Re che prese seriamente in considerazione un trasferimento della capitale da Monaco a Norimberga.[5]

Nella vita di Ludwig II poche donne ebbero ruoli rilevanti, anche se il Re ebbe alcune amanti, tra cui famose scultrici, e riscuotesse un buon successo con le donne, come dimostra il resoconto del suo viaggio a BadKissingen nel 1864[6]. Di indubbia importanza anche per la formazione fu la Madre una donna severa ma anche estremamente pratica, che per prima fece conoscere al futuro Re e a suo fratello Otto le bellezze delle montagne accompagnandoli spesso in lunghe escursioni. Un’altra figura fondamentale è quella dellacugina: Elisabetta detta Sissi, moglie di Francesco Giuseppe e Imperatrice d’Austria. L’Imperatrice ebbe, come vedremo, un ruolo determinante nell’ultimo anno di vita di Ludwig II, ossia quando tentò più volte di salvarlo.
Il Re però non si sposò mai anche se finì per ben due volte sotto i riflettori della cronaca rosa dell’epoca, quando 1864 si vociferò che avesse scelto per moglie la figlia dello Zar di Russia e successivamente quando il 22 Gennaio 1867 si fidanzò con la sorella dell’Imperatrice d’Austria, la Principessa Sophie Charlotte di Baviera. Il fidanzamento però non sfociò in un matrimonio e anzi venne sciolto il 10 Ottobre 1867, ossia solo due giorni prima delle nozze.[7]

Per quanto riguarda gli eventi bellicosi Ludwig II non fece mai parte del corpo militare e cercò in ogni modo di evitare al suo popolo la guerra. Purtroppo proprio nei primissimi anni del suo Regno la Prussia decise di tentare di invadere la Baviera per creare un Impero. Questa intenzione si poteva già leggere in Pensieri e Ricordi del Principe Bismarck quando narra del loroprimo incontro a Monaco di Baviera nel 1863.

<<Fu qui che per la prima volta mi incontrai di persona con Re Ludwig, ma dalla sua ascesa al trono che avvenne poco dopo, fino alla sua morte, con lui ebbi buoni rapporti ed un vivace scambio epistolare. La mia impressione su di lui fu quella diunreggente professionale e limpido di sentimenti nazionali– germanici, anche se con prevalente preoccupazione per il mantenimento dei principi federativi riguardo la costituzione dell’Impero ed i privilegi costituzionali del suo Paese.>>[8]

Questa avversione verso gli scontri portò il Re, nella primavera del 1866, alasciare la Reggenza e la Capitale a causa di un forte senso di impotenzache lo pervase per non riuscire a modificare il corso degli eventi e quindi salvaguardare il Popolo. Questa crisi seguita da una fuga però durò solo pochi giorni, infatti Ludwig II tornò ben presto nella capitale e sottoscrisse la mobilitazione richiesta dal Parlamento per fronteggiare la minaccia prussiana. Fortunatamente la guerra durò solo tre settimane anche se rappresentò una delle sciagure che segnano la storia bavarese. Il trattato di pace del 22 Agosto 1866, infatti, stabiliva che i regnanti bavaresi avrebbero perso ulteriormente il loro potere e avrebbero dovuto sottostare agli ordini prussiani e versare ogni anno allo Stato vincitore, a titolo di risarcimento,trenta milioni di fiorini, ossia cinquantaquattro milioni di marchi d’oro.[9]
A seguito di questa guerra Ludwig II decise di intraprendere un viaggio lungo tutta la Franconia, ossia nelle zone in cui lo scontro era stato maggiormente cruento con l’intendo di far conoscere e magari amare la sua persona nonostante si fosse dovuti ricorrere alla guerra. Come ultima tappa del viaggio tenne Norimberga, la città che solo poche settimane prima aveva visto le truppe bavaresi arrendersi sconfitte. La popolazione mostrò al giovane Re quell’amore che per sempre lo accompagnò e allo stesso modo la nobiltà cominciò a mostrare il proprio dissenso per i comportamenti di questo regnante che non sembrava rispettare troppo il Cerimoniale e le decisioni della capitale.
Purtroppo la guerra del 1866 non fu l’unica in cui dovette prendere pace la Baviera. Nel 1870 a causa del trattato di Pace del 1866 la nazione dovette partecipare agli scontri tra Prussia e Francia. In quel caso il Re fu l’unico a opporsi allo scontro in quanto regime e Parlamento bavarese fecero molte pressioni affinché venisse firmata il 16 Luglio la mobilitazione.
A seguito della guerra e degli intrighi politici, nonché attacchi alla persona, che subì a seguito della vittoria Prussiana, Ludwig II decise di ritirarsi dagli intrighi politici andandosene di notte dalla capitale per raggiungere le sue amate Alpi e decidendo di comparire pubblicamente sempre più di rado lasciando emergere preponderante la sua timidezza che in breve tempo portò alla creazione della Leggenda che per tutta la vita lo ammantò. Il popolo, sempre benevole verso di lui, non lo definì un principe solitario, bensì il Principe delle Favole.[10]

  • GLI ULTIMI ANNI.

Ormai le aspirazioni politiche erano completamente scomparse dall’animo del Re, così tornò a dedicarsi ai suoi studi, soprattutto quelli classicisti e alle sue vecchie passioni come il teatro e l’architettura. La massima ambizione, in quegli anni, fu la costruzione di Castelli che lo aiutassero a estraniarsi dal mondo crudele e corrotto che lo attorniava per ritrovare una comunione con la natura e l’antico. Come vedremo nei capitoli seguenti, nel corso degli anni il Re fece costruire contemporaneamente tre castelli e una residenzastilisticamente molto diversi tra loro, anche se con elementi e particolari ricorrenti e ne progettò un terzo castello. Purtroppo il Re con il denaro che percepiva annualmente non sarebbe mai riuscito a costruire interamente i castelli e così si avvalse di molti crediti. Furono proprio questi debiti a rendere noti e quindi intollerabili i piani di Ludwig II.

I membri del Gabinetto e l’Alta Nobiltà, dopo aver cercato inutilmente di convincere il Re a ridurre le spese, decisero di dichiararlo incapace di intendere e di volere e quindi di sottoporlo alla reggenza. Per ottenere questo risultato venne creata una commissione medica capitanata dal dottor Gudden che, l’8 Giugno 1886, stilò una perizia medica discussa sia all’epoca che oggi in cui si indicava un’alienazione mentale del regnante. A questo punto il Gabinetto cercò di internare Ludwig II che, però, riuscì a fuggire a Schwangau all’interno del suo Castello reale Neuschwanstein. In questo luogo la Nobiltà cercò più volte di raggiungerlo e imprigionarlo ma grazie alla popolazione, all’Imperatrice d’Austria Elisabetta ed ad alcuni gendarmi fedeli al Re ciò non avvenne sino al 12 Giugno quando alcuni infiltrati riuscirono a raggiungere Ludwig II che condussero il Re di notte al Castello Berg sul lago Stanberg.

Il giorno seguente, Pentecoste, il Re assieme al medico Gudden, il capo della commissione medica che lo condannò, partirono assieme per una passeggiata attorno al lago. I due non fecero mai ritorno e dopo lunghe ricerche vennero ritrovati misteriosamente morti nel lago. La morte dell’amato Re venne mantenuta misteriosa, anche se ufficialmente venne dichiarato che il Ludwig II dopo aver ucciso il Re si era tolto la vita. Ciò però non interferì con i funerali solenni e molto sentiti dalla popolazione che si tennero a Monaco di Baviera il 19 Giugno nella chiesa di S. Michael.Per la tradizione della famiglia Wittelsbach il cuore venne estratto dal cadavere e conservato all’interno della tenuta di Berg sul lago Stanberg. Così si conclude l’esistenza di colui che Paul Verlaine definì “l’ultimo vero Re”.

  • LUDWIG II WITTELSBACH VON BAYERN E RICHARD WAGNER.

L’amore per l’arte di Ludwig II deriva indubbiamente dalla madre ma si approfondì grazie alle rappresentazioni teatrali di Richard Wagner. Il primo contatto con le opere del commediografo fu il 2 Febbraio 1861, quandoall’Opera di Corte di Monaco venne rappresentata l’operaLohengrin.Successivamente si incontrarono in occasione della guerra tra Baviera e Prussia, nel breve periodo in cui Ludwig II lasciò la reggenza. Il Re, infatti, si rifugiò da Wagner in Svizzera e da allora ebbero un rapporto diamiciziamolto stretto che comprese anche una fitta corrispondenza e molti viaggi.
Il giovane Re rimase così colpito dalle musiche delle opere wagneriane chedecise durante la progettazione dei castelli di inserire vari elementi più o meno espliciti riferiti alle varie opere e di donare a Wagner un teatro, a Bayreuth, che rispecchiasse le sue concezioni artistiche e fosse perfetto per rappresentare al meglio il suo genio.

[1]Bertram W. pp. 10-11.

[2]Bertram W. pp. 11-12.

[3]AAVV-3. p. 4.

[4]Bertrami W. pp. 12-16.

[5]AAVV-3. p. 5

[6]AAVV-3. p. 5.

[7]AAVV-3. pp. 5-6.

[8] Manca

[9]AAVV-3. p. 5.

[10]AAVV-3. p. 6.

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Giada Tedaldi

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