Fahrenheit 451: Passato e presente

fahrenheit 451 immagine

Fahrenheit 451 è un libro scritto da Ray Bradbury, uno dei pionieri della fantascienza, nel 1953.
Nella trama è troviamo un mondo distopico, governato da un regime dittatoriale che considera reato la possessione libraria e nel caso venisse scoperto qualche libro, esso verrebbe immediatamente confiscato al suo proprietario e messo al rogo dai pompieri che in questo libro hanno il compito di bruciare libri piuttosto che spegnere incendi come di consuetudine.
Il protagonista del racconto è un funzionario dei vigili del fuoco che scopre il piacere della lettura dopo aver sbirciato qualche riga di un libro che stava per bruciare. Quest’episodio ha aperto una crepa sulle sue rigide convinzioni e sul suo lavoro, provocando una riflessione sulla sua identità e divenne poi la causa della sua conversione da distruttore di cultura a suo guardiano e protettore. Nel finale è costretto a fuggire dalla città perché vengono scoperti i libri da lui posseduti, si è rifugiato nel bosco dove vivevano i custodi della cultura (ogni uomo ha imparato un libro a memoria in previsione di una palingenesi futura) e una volta distrutta la città da un ordigno nucleare, costoro sono ritornati in città per diffondere un nuovo progetto culturale.
Con questo libro Bradbury ha colto il carattere tipico di ogni dittatura, di qualsiasi schieramento politico: polverizzare qualsiasi legame con il passato, cancellando così ogni rapporto con l’identità umana e facendo in modo che gli individui si agglomerino totalmente nel nuovo programma politico. Fahrenheit 451, infatti, è proprio ispirato al rogo dei libri avvenuto nel 1933 nella Germania nazista, dove vennero bruciati tutti i libri non che contrastavano lo spirito tedesco. Lo stesso gerarca nazista Joseph Goebbels dichiarò che “il rogo dei libri era un ottimo modo per eliminare lo spirito maligno del passato”. Lo spirito del passato, per i regimi dittatoriali è sempre stata la premura maggiore, così come lo erano gli artisti. Questo perché dal contatto con l’arte e con la storia noi ricaviamo e costruiamo la nostra individualità, mentre il linguaggio, che noi assimiliamo dai libri, è lo strumento potenziale per comunicare il nostro pensiero e la formazione dell’individuo chiaramente non poteva essere concessa dai regimi, i quali miravano a proporre attività di massa per aggregare gli individui in un’unica grande massa di servi del partito. L’individuo non era ammesso.
Trovo questo libro di grande attualità perché così come le dittature non ammettevano lo sviluppo dell’individuo, così esso è violato anche nell’attuale società dei consumi, dove tutto tende all’annientamento multiculturale e le varie riforme scolastiche messe in atto negli ultimi anni comportano un drastico abbassamento del livello culturale e così anche alle nuove generazioni verrà proibito quel contatto con le radici dell’umanità, negato nei regimi totalitari.
Un altro motivo per cui trovo importante leggere il libro “Fahrenheit 451” oggi, è dovuto agli eventi che si sono verificati in medio-oriente in questi ultimi tempi, soprattutto a Palmira, dove è stato raso al suolo il sito archeologico risalente alla civiltà romana da parte dell’Isis. L’Isis infatti, come il movimento nazista, mira alla distruzione di tutti i reperti storici per sradicare gli uomini dal passato aggregandoli poi in un unico presente, in questo caso l’istituzione dello Stato Islamico.
“Fahrenheit 451” è una grande opera d’arte che va letta per non perdere il contatto con la nostra identità sia collettiva, ma anche individuale. Gli uomini a cui è stato cancellato il passato si sono smarriti nella follia che spesso ha scatenato stragi.

Alessandro Luzi

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