Norne, Moire e Parche.

di Luca Maria Valentini

Sin dall’antichità il concetto di destino è stato legato alla figura mitica di tre donne tessitrici che, per l’appunto, tessevano e gestivano le vite di Dei e mortali. A seconda del ceppo tribale di appartenenza si può parlare di Norne, collegate alla tradizione Scandinava e dei Celti, Moire in ambito greco e Parche nel mondo romano. Questo sta ad indicare quanto fosse radicata nella mentalità di popoli tanto distanti tra loro un concetto comune di destino ineluttabile. A molti sono note le predizioni e le gesta delle Moire e delle Parche, mentre a pochi invece è chiara la figura delle Norne che invece, si presenta quasi come un sostrato ancestrale risalente a circa seimila anni fa. Come già accennato, la figura delle Norne nasce in ambito Scandinavo e in connessione con la tradizione del Wyrd (Sciamanesimo Celtico), tanto da venir ribattezzate le Sorelle del Wyrd. Loro erano le custodi e le addette alla cura dell’albero del Mondo (Yggdrasil), le cui radici intrecciate erano magicamente rinforzate e rigenerate con una pozione ricavata dall’acqua di un pozzo sacro. Secondo la tradizione così come le radici dell’albero si intrecciavano, allo stesso modo le tre sorelle, quando veniva alla luce un nuovo nascituro, ne intrecciavano il destino con dei filamenti d’oro direttamente collegati alla luna (da notare anche come l’influsso lunare è collegato molto spesso anche alle gravidanze delle donne). L’azione del tessere filamenti dorati si è talmente legata alla tradizione da portare alla creazione di oggetti ornamentali in legno o metalli e anche di gioielli, i cui fili si intrecciavano in un groviglio continuo, senza inizio e senza fine, come a voler indicare questa forza motrice universale che spinge l’universo ad autodefinirsi e a rinnovarsi. Una sorta di energia tremenda che però riusciva ad essere controllata e racchiusa in uno spazio ben definito. Molti studiosi come lo scrittore Bryan Bates (nel libro “La Sapienza di Avalon”), oppure come la mitologa Rosalie Wax, che l’ha anche paragonato a una danza, si sono interessati allo studio di questo incessante moto dell’universo necessario al naturale scorrere degli eventi . Una danza che parrebbe essersi perpetrata nello scorrere del tempo, sino a giungere ai giorni nostri, in cui il concetto di destino non è più legato alla figura di queste tre temibili e allo stesso tempo venerate donne di potere, quanto forse all’idea di una “forza maggiore”, non ben identificata, che spinge gli uomini ad essere liberi artefici del proprio destino (causa forse di una religione che ha demonizzato e sminuito per molto tempo il ruolo della donna). Eppure, come molti prima di noi hanno appurato, la storia non è altro che il continuo ripetersi di alcuni eventi chiave, che vanno a sfociare in questa fantomatica spirale del tempo che ora come ora potrebbe riportarci a credere che forse dietro di noi c’è qualcuno o qualcosa che gestisce il moto degli eventi. Chi ci dice che non siano proprio queste tre belle quanto terribili donne a “manipolare” le nostre esistenze come, in un passato ormai remoto, i nostri antenati non avevano solo ipotizzato ma anche fermamente creduto?

norne foto 2

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