Un ante-litteram di terapia Junghiana

di Mario Nardulli 

Duca di rivoli’ Non siete più Massena!?

Se l’identità personale tendi un po’ a perderla, o perlomeno a dimenticarla, ci può essere qualcuno, e qualcuno… del calibro di Napoleone, che con una frase del genere, te la fa ricordare! Napoleone non lo sapeva, ma in quel momento, mentre dava quella lapidaria “frecciata” al suo miglior Maresciallo, Andrea Massenà, insignito di titoli, medaglie e privilegi vari, stava fornendo la migliore esplicazione ante litteram dell’archetipo Junghiano della “Persona” che cosa è la “Persona” riprendiamo lo stesso Jung, in uno dei suoi libri più informanti “L’Io e l’inconscio” : la Persona non è nulla di reale: è un compromesso fra l’individuo e la società su ciò che uno “appare” : ogni individuo prende un nome, acquista un titolo, occupa un impiego, ed è ora questo, ora quello..” Ora sebbene la coscienza dell’Io si identifichi con la Persona, il Sè inconscio, la vera e propria individualità, rimane sempre presente, ovvero, pronta a far capolino, più o meno lentamente come tutti i rimossi, la frase di Napoleone invece è per Massena, un fulmineo ritorno del rimosso, quasi a guisa della sua fulminea carriera, da ex sottufficiale dell’esercito savoiardo a generale della Rivoluzione, ovvero un ritorno al nome, originario, depositario dell’identità…tutte le medaglie, il bastone di maresciallo, i titoli nobiliari, (Jung li avrebbe definiti “gli orpelli della Persona”) sono poca cosa per un inconscio che proprio attraverso il nome, quel nome… Massenà, ribadisce la sua assoluta e unica identità.

Con l’archetipo della Persona si attiva quella “funzione trascendente” che mette in moto “il processo di Individuazione”. Bhe questa del “processo di Individuazione” è, a mio parere, la parte più interessante e densa di significato, del pensiero di Jung. La dizione di “Duca di Rivoli” o quella di Principe di Essling” lo stesso Bastone di Maresciallo dell’Impero, la Gran Croce di Chevalier de la Legion d’Honneur, sono le modalità da cui il nome proprio Andrè Massena rischiava di identificarsi ed allora, eccola lì la frase ad hoc di napoleone, terapeuta Junghiano ante litteram, che è in grado di scongiurare quello che per il pensiero del terapeuta di Zurigo, è assimilabile ad un disastro psichico, ovvero il naufragio dell’Io nel collettivo. Jung è il primo ad individuare una vera e propria dinamica dell’Io, una dinamica intesa come duplice possibilità di identificazione, da una parte, quella che qui abbiamo esemplificato in un personaggio d’eccezione con l’intervento pre-terapeutico di una frase di una persona ancora più eccezionale, ovvero quella rappresentata dal ruolo sociale, elevato al ruolo di Archetipo, giusto il primo Archetipo “La Persona” da cui è sintomatico far iniziare il Processo di Individuazione, dall’altra quella dell’inconscio, sconosciuto ai tempi di questi due personaggi, ma abbastanza chiara a noi uomini del III° millennio, dopo oltre un secolo di psicoanalisi. E’ piuttosto noto: Jung è definito l’ideatore di un inconscio collettivo, quasi ad antitesi dell’inconscio freudiano, sempre etichettato come individuale, ma a mio parere, si tratta delle facce di una stessa medaglia: l’inconscio è collettivo ed individuale nel contempo, e quella che viene definita “dinamica” è in realtà un “volta e rivolta” dello stesso problema. E’ questo il motivo che sto dando tanto importanza a quella frase di Napoleone rivolta a Massena, ravvisando in essa addirittura una efficacia terapeutica di immenso valore: se Massena si identifica con il suo titolo di Dica di Rivoli, e perde di vista il suo nome, ovvero la personalità che lo ha portato a conseguire tale titolo, rischia il dissolvimento del suo “Io” più autentico, nelle forme, tra l’altro cangianti, del collettivo. (anche un Maresciallo di Francia, financo l’Imperatore stesso, può essere soggetto ai mutamenti del caso e della Fortuna, e ritrovarsi dalla Reggia di Versailles o dai campi vittoriosi di Austerliz , alle anguste pareti della casetta di Sant’Elena) Il disastro però è lo stesso per colui invece che sceglie l’altra faccia della dinamica, ovvero quello di identificarsi nelle strutture arcaiche dell’inconscio, quello cioè che Jung chiama “inflazione psichica” ove si rimane fissati ad un solo aspetto della sua sterminata complessità. Da una parte Massena con tutti i suoi titoli, tutte le sue medaglie, e fatte le debite proporzioni, di solito sempre a scendere : il giudice, l’ avvocato, l’imprenditore di successo, fino all’impiegatuccio e l’operaio, dall’altra, lo pseudo profeta, il santone, l’eterno fanciullo, fino al folle vero e proprio, che sono le figure che caratterizzano un adesione acritica ad un solo aspetto dell’inconscio, narcisisticamente ripiegato su se stesso.

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