Le vicende di Porta Pia: Parte 2 – L’impatto storico della presa di Roma

Europa 1871 didattica

Di Massimiliano Vino

Abbiamo già osservato, in un precedente articolo (https://riflessistorici.wordpress.com/2015/09/22/le-vicende-di-porta-pia-parte-1-il-sillabo-degli-errori-e-linevitabilita-del-processo-storico-2/) come la fine del potere temporale dei papi fosse vista, da parte del Papa, come un qualcosa di non inevitabile, tanto da spingere la massima autorità cattolica alla pubblicazione del celebre Sillabo degli errori. Uscendo stavolta dal discorso filosofico e ritornando all’evento della presa di Roma, ci si rende conto di come tale episodio sia collocabile all’interno di un ben più ampio scacchiere geopolitico, con al centro la Francia, la Prussia e l’Austria.

Dopo la guerra austro-prussiana conclusasi con la sconfitta dell’impero asburgico (1866) e con la consegna delle chiavi per il controllo politico degli stati tedeschi al Regno di Prussia, la Francia aveva perso una delle sue tradizionali rivali nella lotta per l’egemonia del Vecchio continente.

Il nuovo ostacolo ai sogni dell’Imperatore francese Napoleone III era però divenuto proprio la Prussia del cancelliere Bismarck. Per la Prussia l’unico ostacolo che si poneva per riunire tutti gli stati tedeschi sotto la propria egemonia era costituito dall’ostilità degli stati del Sud, capitanati dal Regno di Baviera.

Fu per questo motivo che Bismarck tentò la carta della solidarietà nazionale contro un nemico comune; questo nemico comune doveva essere la Francia di Napoleone III, la quale era impegnata in numerosi fronti sparsi in giro per l’Europa. L’Italia era una delle pedine dello scacchiere politico europeo. Napoleone III erettosi a difensore dello Stato della Chiesa, manteneva a Roma una guarnigione del proprio esercito, la stessa che a Mentana, nel 1867, sconfisse l’esercito di volontari con alla testa Giuseppe Garibaldi, il quale tentava per la seconda volta la conquista della Città Eterna.

Dopo Mentana i rapporti tra il neonato Regno d’Italia e l’Impero francese, fino a quel momento di fatto suo protettore, si raffreddarono sensibilmente. Ciò avvenne proprio nella fase più delicata del Secondo Impero francese: la Prussia infatti, sfruttando quale casus belli una contesa per la successione al trono di Spagna, attaccò la Francia, coalizzando intorno a sé tutti gli Stati tedeschi. Scoppiò così la guerra franco-prussiana che durò un anno (1870-1871) e segnò la sconfitta schiacciante dell’esercito imperiale francese.

Nel 1871, finiva l’Impero francese e cominciava il II Reich tedesco, unito sotto l’egemonia prussiana, con capitale a Berlino.

In tutto questo l’Italia seppe trarre dei vantaggi dalla situazione: Rifiutandosi di aiutare l’alleato e protettore francese, di fatti il Regno d’Italia si sganciò dall’orbita dei transalpini. Con i francesi costretti dagli eventi a ritirare le proprie truppe da Roma, infine, le truppe del Regio Esercito poterono conquistare finalmente la città, proprio mentre i prussiani assediavano Parigi (1870). Nel 1871, mentre nasceva il II Reich, Roma fu così consacrata a nuova capitale del Regno d’Italia, un Regno che aveva conquistato un’insperata libertà d’azione politica proprio in virtù della fine dello Stato della Chiesa.

Non è possibile né corretto applicare una perfetta causalità al susseguirsi degli eventi storici. Ciononostante è interessante notare come questo solo evento, così importante per la storia del nostro paese, che fu la presa di Roma e la sua consacrazione a capitale, contenga in sé il germe della deflagrazione del Vecchio Continente. Il contributo della Prussia assieme a quello (seppur minimo) dell’Italia al crollo della Francia fecero scaturire il revanchismo della Terza Repubblica francese nei confronti dell’Impero germanico. L’Italia dovette per forza di cose avvicinarsi all’Impero germanico (a cui doveva il Veneto e, nei fatti, anche Roma) e al suo alleato-protetto dell’Austria-Ungheria, salvo poi tornare ad allearsi ai francesi nel corso della Prima Guerra Mondiale. La Francia, frustrata nelle proprie ambizioni egemoniche, si legò invece alla Russia e si rimise nelle mani del Regno Unito: un blocco destinato a costituirsi come il principale ostacolo alle ambizioni della Germania in entrambe le guerre mondiali.

Il compimento dell’unità d’Italia (almeno fino alla Grande Guerra) e l’unificazione della Germania, che viaggiarono parallelamente per incontrarsi nel 1866 e nel 1870-1871, determinarono quindi il rimescolamento delle alleanze europee e la nascita dei blocchi che nel 1914 si sarebbero contrapposti tra le trincee della Prima Guerra Mondiale.

Quest’opera di riflessistorici.com è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia.

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