La Retorica

di Luca Maria Valentini
Secondo Aristotele: “La retorica può essere definita la facoltà di scoprire il possibile mezzo di persuasione riguardo ciascun soggetto. Questo compito infatti non appartiene a nessun’altra tecnica, poiché ognuna di esse si prefigge di insegnare e di persuadere in relazione alla materia che le è propria: ad esempio la medicina intorno alla salute e alla malattia, la geometria intorno alle proprietà delle grandezze, l’aritmetica intorno ai numeri, e allo stesso modo anche per le altre tecniche e scienze. La retorica, invece, per così dire, sembra essere in grado di scorgere il mezzo di persuasione intorno a qualsiasi soggetto proposto. Per questo possiamo dire che essa non possiede una tecnica che riguardi un genere particolare e definito di soggetti. Delle argomentazioni alcune sono non tecniche, altre sono tecniche. Intendo per argomentazioni non tecniche quelle che non sono fornite da noi stessi, ma sono preesistenti, come testimonianze, le confessioni ottenute con la tortura, i documenti scritti e cose del genere; tecniche quelle che è possibile fornire grazie a un metodo e dipendono da noi. Di conseguenza, delle prime ci si deve servire, mentre le seconde è necessario inventarle. Le argomentazioni offerte per mezzo del discorso sono di tre specie: le prime dipendono dal carattere dell’oratore, le seconde dalla possibilità di predisporre l’ascoltatore in un dato modo, le ultime dal discorso stesso, in quanto dimostra o sembra dimostrare qualcosa. La persuasione si realizza per mezzo del carattere quando il discorso sia fatto in modo da rendere credibile l’oratore: noi infatti crediamo alle persone affidabili in misura maggiore e con più prontezza riguardo a ogni questione in generale, e completamente, in quelle che non comportano certezza assoluta ma varietà di opinioni. E questo deve risultare proprio dal discorso, e non dalle opinioni preesistenti sul carattere dell’oratore. Non dobbiamo pensare come certi autori di tecniche retoriche che nei loro trattati affermano che l’affidabilità dell’oratore non contribuisca in nulla alla persuasione; al contrario, il carattere rappresenta, per così dire, l’argomentazione più forte. La persuasione si realizza invece tramite gli ascoltatori quando questi siano condotti dal discorso a provare un’emozione: i giudizi non vengono emessi allo stesso modo se si è influenzati da sentimenti di dolore o di gioia, oppure di amicizia o odio […]. La persuasione si ottiene tramite i discorsi quando mostriamo il vero o ciò che appare tale attraverso i mezzi di persuasione appropriati in ogni caso” .

Tratto da “La Retorica” di Aristotele.

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