Conversazione in Sicilia: viaggio tra sogno e realtà

di Rosaria Fortuna

Elio Vittorini faceva l’editor, oltre ad essere uno scrittore, un’attività che uno scrittore, inevitabilmente, dovrebbe svolgere, visto che la correzione di un testo, determina la riuscita del testo stesso, oltre ad allenare l’occhio, e quindi a migliorare la capacità di scrivere di un autore . All’ Epoca, nel dopoguerra, chi sceglieva di scrivere come professione, sapeva pensare, aveva una sua visione del mondo assolutamente originale. Metteva insieme storie con lo scopo, pure, di allargare il mondo degli altri. Conversazione in Sicilia nasce a puntate, una cosa che facevano e avevano fatto anche altri autori italiani e stranieri, perché la narrazione deve fare compagnia, e pure perché è un modo per testare meglio quello che si scrive. È un libro insolito per quell’ Epoca proprio per la sua costruzione, apparentemente, scollegata, per questo viaggio alla Gulliver fuori e dentro di sé, che ricostruisce legami, li dissolve, li cambia, modifica dall’interno, e rapidamente il protagonista. Poi c’è la bellissima copertina di Guttuso. Allora scrivere voleva anche dire farsi contaminare, portare pezzi di altri dentro di sé. Se volete vivere a occhi aperti, mentre attraversate la vita da protagonisti, è un libro da leggere, oltre lo stereotipo.

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