Babadook: quando il nostro Passato diventa un Mostro

AMELIADi Lara Massaccesi

Il Passato, a volte un macigno che pesa su di noi ad ogni nostro risveglio,che grava sui nostri pensieri per tutto il giorno , altre volte una nave a vele spiegate pronta a riportare la nostra memoria a quei giorni lontani e forse un po’ più luminosi.

Il passato ha mille facce: Puo’ diventare una malattia o essere per noi una consolazione. Può semplicemente essere quella cosa che  ci fa battere più forte il cuore di tanto in tanto. Non possiamo liberarci di lui, ma possiamo scegliere se lasciare che prenda il possesso di noi o domarlo. Nel film horror / psicologico recentemente uscito nei cinema “ Babadook ”, diretto dall’esordiente regista Jennifer Kent , troviamo una meravigliosa metafora per descrivere come a volte il passato si mostra a noi e ci perseguita.

Amelia (Magnificamente interpretata da Essie Davis), una donna frustrata e in lenta caduta verso la spirale della depressione dopo la morte di suo marito sei anni prima, vive con suo figlio Samuel, nato lo stesso giorno della morte di suo marito.

Lei non e’ mai riuscita a superare quel trauma, seppur abbia cercato di nascondere la sua rabbia verso la fatalità del destino e le sue preoccupazioni a causa del carattere iperattivo del bambino. Trascura troppo a lungo la sua depressione e questa trova il modo di scatenarsi. Una sera il piccolo Samuel trova un libro per bambini in casa intitolato “Babadook”, Amelia lo legge credendo che sia un innocente libro per bambini, ma Samuel ne rimane traumatizzato. Il libro parla di un mostro di nome Babadook: uno spirito che perseguita chiunque abbia la sfortuna di incontrarlo, in questo caso avviene tramite il libro. Il bambino promette di sconfiggere Babadook per proteggere la mamma. < < QUALUNQUE COSA TU FACCIA, NON PUOI LIBERARTI DI BABADOOK!>> recita il libro. Ma Babadook non e’ semplicemente quello che appare, ovvero l’uomo vestito di nero e dal sorriso esasperato ed inquietante che punta verso di te le dita scheletriche: Babadook e’ la personificazione della depressione, della solitudine e della rabbia racchiusa dentro Amelia. Babadook e’ quel mostro che vuole vendetta, e’ tutta quella rabbia repressa che Amelia ha cercato di incatenare nel profondo del suo animo, e’ il suo passato. Babadook e’ quell’ombra che Samuel aveva intravisto nella madre e che poi si rivela con attacchi di panico, incubi e scatti d’ira improvvisi. Amelia giunge quasi ad uccidere il figlio. Ma poi il piccolo fa di tutto per aiutare la madre ,non a sconfiggere Babadook, ma a tranquillizzarlo, a chiuderlo nella cantina. Amelia non può liberarsi di Babadook come nessuno può mai veramente liberarsi del suo passato, ma e’ possibile custodirlo e accarezzarlo ogni tanto, tenerlo tranquillo.

Amori perduti, adii mai pronunciati, promesse infrante o possibilità di carriera andate in fumo, tutto questo è capace di offuscare il nostro pensiero, può rendere opaca la nostra vita, la nostra felicita’; riesce a rendere inconsistente il piacere che proviamo nel bere un caffè la mattina o fare l’amore. Può rendere falso qualsiasi gioia o qualsiasi sorriso. A volte il passato e’ una droga, ne dipendiamo e non siamo più in grado di pensare in modo autonomo e distaccato da esso. Il passato diventa un’abitudine e si riflette sulla vita di tutti i giorni, sulle nostre scelte e l’andamento delle nostre relazioni: questo se si lascia al passato carta bianca.

Si puo’ sempre chiudere Babadook in cantina , e non ha importanza quante volte tenterà di uscire. Si puo’ cercare di mettere il passato da parte e lasciarlo in un angolo per fargli visita ogni tanto, ma rimarrà sempre parte di noi.

Il passato non ha alcun potere su di noi se non quello che noi gli attribuiamo. Il passato non quasi mai il rifugio sicuro di cui crediamo di avere bisogno, per quanto possa essere arduo il presente. Non e’ sano lasciare che il passato diventi la maschera del nostro presente.

 BABADOOKù

Nel passato a volte si cade dentro come un insetto nella tela del ragno, senza riuscire a districarsi. Ti porta lontano, ti fa credere che tu e la tua vita siate immobili, immutabili e soprattutto suoi schiavi.

Tutto cio’ che si puo’ fare e’ accettarlo, così com’ è e risolvere ciò che è risolvibile, se abbiamo commesso degli errori. E’ impossibile dimenticarlo e sciocco tentare di farlo, poichè esso costituisce le fondamenta della nostra vita ,ma non determina certo quale sara’ il colore della nostra casa o quante finestre avrà; possiamo scegliere il nostro futuro indipendentemente dal nostro passato.

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