La logistica degli alpini nella Grande Guerra

di Mario Nardulli 

Gli alpini nel 1915 erano ordinati per 9 reggimenti con peculiarità di forte autonomia dei battaglioni che operavano sia a livello di unità tattica, che di minima unità strategica . Con la frettolosa mobilitazione, accelerata dalle indiscrezioni sul patto di Londra, fu anzitutto decisa la costituzione di nuovi battaglioni dalla costola base di un battaglione titolare, tipo il Morbegno, il Tirano, il Bassano, il Verona, etc., anzitutto di Milizia Territoriale, cioè con richiamati sopra i 35 anni che vennero denominati battaglioni “Valle” (es. Val Fella, Val Varaita, Val Maira, etc.) e subito dopo con battaglioni “Monte” e cioè di giovani di leva e delle prime classi richiamate ovvero la 1888, 1889, 1890,1891,1892 ; i primi venivano anche detti battaglioni “vecio” i secondi battaglioni “bocia” I quadri degli ufficiali (che servivano in maniera spasmodica) vennero colmati o presso i corsi ufficiali accelerati che venivano sfornati dall’accademia di Modena, con nomina ad Aspirante(“stella nera sulla spallina e fettuccia nera sul berretto) o da quelli reggimentali che venivano effettuati presso un battaglione titolare con nomina a caporale dopo un mese a Sergente dopo due, con invio ai reparti anche di prima linea e la nomina diretta a Sottotenente dopo altri tre mesi, senza passare per l’odiatissima stella nera di aspirante. c’era anche la possibilità di ottenere la nomina diretta a ufficiale se si optava per entrare in un battaglione Valle ovvero di Milizia Territoriale, che perlomeno nei primi mesi di guerra non erano impegnati in prima linea. Per il resto e perlomeno fino alla Straf Expedition, che impose una concentrazione inusitata di battaglioni alpini, continuava la piena autonomia di battaglione, laddove la dipendenza reggimentale era puramente nominale. Proprio la “emergenza” della offensiva austriaca sugli altopiani trentini, impose la costituzione di una nuova entità, di carattere strategico, ovvero “il Gruppo” che consisteva in un accorpamento di più battaglioni che si rivelò particolarmente efficace nel contenimento di detta offensiva, denominato a numeri romani IV Gruppo, V gruppo, VI Gruppo, tendeva tra i reparti combattenti ad assumere il nome del comandante di tale Gruppo (Gruppo Stringa, Gruppo Porta, Gruppo Sapienza, gruppo Barco). l’anno seguente in vista della battaglia dell’Ortigara tutta la congerie di battaglioni (addirittura 18) fu riunita in due grossi “raggruppamenti” che erano il nerbo della 52^ Divisione comandata dal Gen.Angelo Como Dagna Sabina. il raggruppare un numero così elevato di battaglione fu comunque un grave errore, perché tolse slancio alla abituale elasticità degli alpini e anche se non la principale, fu comunque una delle cause dell’insuccesso della offensiva ( si ripeterà l’errore nella seconda guerra mondiale, in Russia, quando gli alpini furono addirittura inquadrati in un corpo d’armata su tre Divisioni).

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