Piccolo dizionario del Medioevo europeo. E come Eresia.

(di Chiara Sampaolesi)

Derivante dal latino haeresis ed introdotta per la prima la volta nella letteratura patristica da Tertulliano, la parola eresia designò, nel linguaggio ufficiale della Chiesa cattolica, qualunque dottrina si opponesse ad una verità rivelata, cioè manifestata da Dio stesso agli uomini attraverso la Chiesa medesima. Eretici furono dunque coloro che, pur battezzati e dunque appartenenti alla Chiesa, si opposero tenacemente e consapevolmente ad essa attraverso la negazione o la confutazione di una verità di fede conosciuta, e, contemporaneamente, continuarono a professarsi cristiani, spesso identificandosi addirittura come gli unici depositari della vera dottrina.

I dissensi potevano vertere sulle più varie questioni disciplinari e dottrinali, ma in generale tutte le eresie tipicamente medievali presentarono tratti comuni, quali l’identificazione della Chiesa con la sola comunità dei fedeli, la negazione delle gerarchie ecclesiastiche, il riconoscimento della possibilità per tutti i fedeli di somministrare i sacramenti, la restaurazione della vita apostolica nella sua piena integrità. Nella pratica, tuttavia, queste idee si tradussero quasi sempre in tentativi di riportare il Clero e la Chiesa all’antica povertà (cioè prima della donazione di Costantino) e ribadire l’uguaglianza tra tutti gli uomini, con una netta negazione delle differenze sociali tra Vescovi e fedeli, tra popolo illetterato di Dio e cultura ecclesiastica a cui i primi si sentivano del tutto estranei. Su questa linea si mossero le eresie più diffuse dopo l’anno Mille: catarismo, patarismo e dolcinismo.

La lotta ai movimenti ereticali fu un pilastro della Chiesa medievale, che in essi non vedeva tanto una minaccia dal punto di vista dottrinale, quanto un pericoloso tarlo che ne metteva in discussione l’autorità, minandone alle fondamenta il potere politico e la capacità di controllo sulle masse. L’atto di protesta dell’eretico assumeva dunque i caratteri di un fatto antisociale, di un crimine contro la Chiesa, e in quanto tale andava ferocemente punito: l’eretico dichiarato veniva scomunicato, privato della sepoltura religiosa e, se chierico, sospeso dalle sue funzioni. Nei secoli centrali della lotta alle eresie, molti eretici (o anche solo presunti tali) bruciarono sui roghi in tutta Europa; si giunse spesso a promuovere anche spedizioni armate e crociate contro gli eretici – come quella, sanguinosa, contro gli Albigesi, bandita da Innocenzo III all’inizio del XIII secolo per estirpare il catarismo – ed è cosa tristemente nota la creazione di un tribunale apposito, l’Inquisizione, la cui funzione fu proprio quella di perseguire e condannare implacabilmente i nemici della Chiesa.

Un episodio della Crociata contro gli Albigesi, in una miniatura commemorativa del XIV secolo
Un episodio della Crociata contro gli Albigesi, in una miniatura commemorativa del XIV secolo

fonti:

Barbero-Frugoni, Dizionario del Medioevo, Roma, Laterza, 1994

Volpe, Movimenti religiosi e sette ereticali nella società medievale italiana, Roma, Donzelli Editore, 1997 (prima edizione: Firenze,Vallecchi, 1922)

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