Jules Verne: La scienza dell’impossibile

jules

Di Lara Massaccesi

Jules Verne, un uomo che non fu solo “Lo scrittore francese che nacque a Nantes nel 1828”, definirlo così sarebbe estremamente riduttivo e assai poco rispettoso…Jules Verne fu un uomo che seppe guardare oltre la realtà, con gli occhi della fantasia senza tuttavia considerarla un’illusione. Lui volgeva il suo sguardo oltre i limiti e oltre le frivolezze della vita borghese, fondendo l’immaginazione con la scienza. Guardava il mondo con gli occhi di un bambino e la mente d’un uomo maturo, lo guardava non credendo alla parola ” impossibile”.
“Qualunque cosa un uomo possa desiderare, altri uomini possono renderla reale”J.V
Jules Verne fu uno dei padri della moderna fantascienza.
Autore di celebri romanzi d’avventura, racconti e operette teatrali diede il suo contributo sia alla letteratura sia alla scienza, riuscendo persino ad ispirare le invenzioni ,le innovazioni tecnologiche o le imprese di alcuni scienziati che rimasero affascinati dai suoi racconti.
Nel 1865 Jules Verne scrisse il romanzo ” Dalla terra alla luna”, il cui titolo lascia intuire che l’argomento tratti di un viaggio dalla terra alla luna. Il romanzo narra del fantasioso viaggio compiuto da un avventuriero francese di nome Michael Ardan a bordo di un astronave con una forma simile a quella di un proiettile. All’epoca il romanzo venne ritenuto oggetto di pura fantasia e la possibilità di raggiungere la luna un’impresa pressocchè impossibile per l’umanità.
Nel 1969 Niel Armstrong fu il primo uomo a mettere piede sulla superficie lunare: Jules Verne esattamente 104 anni prima, riuscì a ” prevedere” che l’uomo avrebbe raggiunto la luna.
“Dalla terra alla luna” ispirò anche il film di Georges Mèliés realizzato nel 1902: Le voyage dans la lun.

Nei suoi racconti il lettore viene trascinato in un vortice di avvenimenti enigmatici e scoperte straordinarie, beve alla fonte della conoscenza: Jules Verne non manca di mettere numerosissimi dati scientifici ad accompagnare la storia e renderla ancor più realistica, senza lasciare nulla di vago.
La storia trasporta il lettore in mondi sconosciuti, scoprendo le profondità marine di ” 20.000 leghe sotto i mari” insieme all’enigmatico Capitano Nemo a bordo del sottomarino Nautilus. Verne conduce il suo lettore come una guida durante un ” Viaggio al centro della terra” o lo accompagna in un ” Giro del mondo in ottanta giorni”, per ricordare i suoi romanzi d’avventura più celebri.
Nella maggior parte dei suo racconti e i suoi romanzi ricorre l’elemento del mare, probabilmente a causa dell’ispirazione che trasse dai suoi viaggio per mare con il suo battello e il suo yacth.
“Il mare è tutto: non per nulla copre sette decimi del globo. Ha un’aria pura e sana, è il     deserto immenso dove l’uomo non è mai solo, perchè sente la vita fremergli accanto. Il      mare è il veicolo di un esistenza soprannaturale e prodigiosa, è movimento ed amore,      è l’infinito vivente”

nautilus
Amava l’immensità, il senso di libertà che solo il viaggiare per mare gli dava. Nel mare sentiva di perdersi , di dimenticare qualunque altra cosa vi fosse oltre le onde e oltre le rive, esistevano solo il mare, la sua vita e i suoi segreti.
Il suo amore per il mare e per l’avventura erano presenti sin dalla sua infanzia, accompagnati dalla sua indole da ” lupo solitario”. All’età di soli undici anni era fuggito di casa per imbarcarsi in una nave diretta alle Indie allo scopo di trovare una collana di coralli da donare alla cugina, di cui ri era innamorato. Suo padre, un avvocato con numerose conoscenze, lo ritrovò in breve tempo e lo portò a casa, costringendolo ad andare a studiare a Parigi alla facoltà di giurispruzenza. Verne non amava studiare legge, ma l’ambiente di Parigi fu favorevole alla sua crescita culturale. A Parigi frequentò circoli letterari e caffè ed ebbe modo di conoscere notevoli personalità dell’epoca, tra cui Alexandre Dumas. Si acculturò nel campo della scienza e contemporaneamente lavorò per un teatro scrivendo commedie che ebbero scarso successo. Il suo esordio come scrittore giunse all’età di trentacinque anni, e non si discostò più da quel ruolo. Ma anche la vita di Verne ebbe il suo ” periodo nero” come lui lo definì.
Nei suoi ultimi anni vari lutti in famiglia, fu inoltre sul punto di essere assassinato da un nipote affetto da una forma di nevrosi. Dovette convivere con un matrimonio infelice e la consapevolezza che la sua vita si stava via via spegnendo, come una candela che si spegne lentamente sullo scrittoio, affievolendosi sempre più. Venne colpito da una paralisi alle gambe e dovette quindi rinunciare ai suoi viaggi. La consapevolezza della sua disabilità e il dolore che ne derivava non riuscirono però a spegnere il suo spirito libero e ribelle.
Nonostante le sue sventure Verne non smise di scrivere, benchè il suo stile subì delle mutazioni e le tematiche diventarono più cupe e tristi.
Paralitico e ormai quasi cieco, morì all’eta di sessantasette anni e venne seppellito nella città di Amines.
Verne, da amante della cultura, della scienza e dell’ ” apprendimento sul campo” lascia ai suoi lettori e alle generazioni future un caldo consiglio per assaporare con maggior piacere la vita, viaggiando, osservando e credendo che nulla sia impossibile…Il segreto è nell’osservazione

                                                   ” Guarda a tutt’occhi, Guarda!”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...