La “Madonna del cardellino” di Raffaello

di Lamponi Roberto – Una delle rappresentazioni più ricorrenti nella storia dell’arte coincide con la “Madonna col bambino”. Diversi artisti hanno cercato di cimentarsi in questa raffigurazione e diverse sono state le trasformazioni estetiche,ma anche di significato, che questo “quadretto” ha conosciuto col passare dei secoli. Probabilmente si tratta del “rapporto sacro” che ha avuto più diffusione nell’immaginario collettivo cristiano insieme a quello della Genesi, quindi tra Uomo e Dio, che troverà una sintesi meravigliosa nelle pitture della Cappella Sistina ad opera di Michelangelo.

Tracciando una breve storia della nascita di determinata rappresentazione, è doveroso far riferimento al periodo tardo-antico e alla progressiva affermazione del Cristianesimo come religione prima “licita” poi ufficiale dell’Impero. E’ proprio in questi anni infatti che avviene quel processo di “simbiosi” e acquisizione da parte della nuova religione dominante non solo di alcune festività e usanze romane ma anche di alcuni peculiari tratti artistici. Le (poche) raffigurazioni della Madonna presenti nelle catacombe sembrano riprendere le fattezze della classica “matrona” romana, che si mescolano con i lineamenti delle divinità femminili (Giunone su tutte). A dimostrazione di quanto questa ripresa sia stata forte, seppur molti secoli dopo, possiamo prendere in considerazione la Madonna col bambino del monumento funebre del cardinale De Braye, compiuta da Arnolfo di Cambio e conservata nella chiesa di San Domenico a Orvieto. Risulta di estrema difficoltà capire se si tratti veramente della Vergine o piuttosto di una Giunone della Triade capitolina.

PIC1884O

(Monumento funebre del cardinale De Braye, Arnolfo di Cambio, Orvieto)

Nel Medioevo poi è possibile registrare un vero e proprio “boom”: in parte minore nella scultura (ad esempio Giovanni di Balduccio) e nella pittura, specialmente nei complessi più elaborati delle cosiddette Maestà. Sia le rappresentazioni bizantine sia quelle dei senesi Duccio di Buoninsegna e Simone Martini emanano un potente senso del sacro, atto a indurre nell’osservatore un profondo sentimento religioso e spirituale. Le prime raffigurazioni presentano gesti ripetitivi ed espressioni “canonizzate”, un’uniformità cromatica data dall’oro dello sfondo che esalta nettamente i soggetti ma che annichilisce gli altri colori. Insomma una staticità e una serietà imperanti che perdono però progressivamente il proprio vigore già nei primi decenni del 1300 con Giotto e le opere dei due pittori toscani citati poco sopra.

Maest_0_duccio_1308-11_siena_duomo

(Maestà di Duccio di Buoninsegna, duomo di Siena)

Ma è con l’avvento del Rinascimento che questo processo può finalmente portarsi a compimento. Infatti, le innovazioni stilistiche del periodo rinascimentale fanno sì che le ieratiche e distaccate figure medievali acquistino “umanità” e naturalezza. Vengono sempre più raffigurate Madonne impegnate in svariate cure materne come l’allattamento ma soprattutto negli sguardi e nelle espressioni dei volti avviene un’importante rivoluzione. In questo articolo esamineremo una delle opere “emblema” di questa trasformazione, realizzata da uno degli artisti “emblema” del rinnovamento rinascimentale e post medievale: Raffaello. La “Madonna del cardellino” fu realizzata dal pittore marchigiano nel 1506, un anno dopo aver ultimato quella del Belvedere (custodita oggi nel Kunsthistorisches Museum di Vienna). La fonte da cui possiamo attingere più informazioni riguardanti questo dipinto sono le“Vite” del Vasari, il quale scrive che esso venne iniziato e ultimato a Firenze per Lorenzo Nasi (ricco commerciante di lana) in occasione del suo matrimonio con Sandra Canigiani. Nel 1547 la casa dei due coniugi crollò e l’opera, ridotta in frammenti, fu destinata al restauro. Il tema centrale della composizione illustra una delle leggende cristiane più famose: un cardellino avrebbe estratto le spine che componevano la corona del Cristo crocifisso e, sporcatosi col sangue, sarebbe rimasto per sempre con una macchia rossa sul capo divenendo quindi il simbolo del sacrificio compiuto da Gesù per salvare l’umanità intera.

Possiamo immediatamente notare non soltanto la struttura piramidale della composizione, ma anche il gioco di sguardi che si instaura tra i tre soggetti così come i loro gesti concatenati (la Vergine che abbraccia San Giovannino e l’uccello conteso dai due bambini) che li “legano” a vicenda. E’ come se l’amore e l’affettuosità della Madonna si riverberi, tramite le espressioni del volto, su San Giovannino che a sua volta lo indirizza verso Gesù bambino. Il paesaggio di sfondo, il prato e gli alberi rappresentano il classico interesse rinascimentale per la Natura e i suoi misteri. Indagine però che era già stata sviluppata da Leonardo e che qui Raffaello riprende, mutando l’atmosfera di mistero in una dolcezza e serenità di fondo. Richiami leonardeschi sono anche i volti sfumati e la stessa struttura piramidale.

raphael-madonna-goldfinch

Raffaello_Sanzio_-_Madonna_del_Cardellino_-_Google_Art_Project

raffaello-madonna

(Madonna del cardellino, Raffaello, particolari)

Possiamo comunque trovare delle allegorie nei colori delle vesti della Madonna: il blu rappresenta la Chiesa così come il rosso la Passione di Cristo. Se il classico “filone” della Maria malinconica viene abbandonato da Raffaello è possibile ricondurre ugualmente la Vergine da lui dipinta a un altro modello: la Madonna come Sedes Sapientiae, raffigurata solitamente con un libro in mano. In questo caso regge con la mano sinistra un libro in cui sono iscritte le profezie concernenti il destino del figlio. Ella sembra quindi rivolgere lo sguardo affettuosamente verso i bambini come se fosse appena stata interrotta nella lettura.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...