Libertà : La cultura spezza le catene

 libri

Di Lara Massaccesi

La libertà, l’indipendenza, la possibilità di alzare la voce e dire la propria opinione sono privilegio che l’uomo ha spesso dovuto pagare a caro prezzo. Numerosi popoli nel corso della storia hanno dovuto subire l’umiliazione, il fallimento, la schiavitù.In molti hanno dovuto versare il loro sangue perchè i diritti di cui gran parte della popolazione mondiale ora gode potessero esser loro riconosciuti. Molti uomini hanno saputo dire ” Basta!”, non si sono arresi alla propria condizione e hanno alzato la testa anche a costo della morte. Quegli uomini hanno creduto in qualcosa, non si sono arresi per quanto la strada per la libertà potesse essere ardua, pronti alla sconfitta ma continuando ad ambire alla vittoria.

 ” Bisogna avere il coraggio delle proprie e non temere le conseguenze, perchè l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti”

  Charlie Chaplin

Sostenere un’ideale,reclamare un diritto e alzare la propria voce possono essere imprese ardue quando si ha di fronte una mano con un arma in pugno. L’uomo che impugna quell’arma non teme la bocca dell’oppresso, perchè e’ certo dalla sua bocca non uscirà una sola parola, ma ci sono parole che finiscono per soffocare un’uomo se rimangono racchiuse tra le sue labbra, e lo uccideranno. L’umiliazione, il silenzio e la paura uccidono i popoli in modo molto più brutale di un esercito, molti uomini hanno scelto di morire per mano di un’arma lottando per la libertà, che soffocare come un animale in trappola sapendosi già sconfitti.

I francesi non ebbero paura di far valere i loro diritti, nel 1789 si accese la fiamma della rivoluzione che abolì l’Ancien Regime e l’assolutismo. Le colonie americane reclamarono la loro indipendenza, le suffragette lottarono per il loro diritto di voto, Nelson Mandela combattè per la fine dell’Apartheid, Gandhi per l’indipendenza e i diritti civili dell’India, Malala Yousafzai per ottenere il diritto all’istruzione in Pakistan…questi uomini e queste donne hanno costruito mattone per mattone la storia della libertà, la libertà di cui godiamo oggi e che è nostro diritto.

un coltello ha un solo manico e una sola lama, la differenza la fa la mano che lo impugna.

L’oppressore ha in mano il manico del coltello, sa come tenere sotto controllo la sua vittima : la paura, l’ignoranza e un’apparente innocenza sono le sue armi.

L’oppressore deve cercare sostegno in una parte della popolazione, una categoria; deve farsi amare , mostrarsi come un leader, un salvatore , un ” Messia”.Il suo compito è reso piu facile dall’ignoranza del popolo. Un’uomo privo di cultura e privo della conoscenza di ciò che è suo diritto avere, difficilmente si ribellerà o troverà il modo per farlo. Un uomo sottomesso e schiavo di un’ideale o di una condizione di sfruttamento e sopraffazione e non consapevole di trovarsi in tale situazione non reclamerà la libertà perchè non sa di non possederla. L’ignoranza rende docile il popolo, un branco di animali semplice da condurre e controllare, come pecore da cui prendere la lana tenute sotto il ferreo controllo del pastore e dei suoi cani, probabilmente non conoscono i verdi prati e le colline su cui potrebbero pascolare liberamente.

E’ nella cultura , nella conoscenza che è nascosta l’arma per avere la libertà.

 

” L’istruzione è l’arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo”

Nelson Mandela

” Può darsi che non siate responsabili della situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla”

Martin Luther King.

Viviamo una continua lotta per la sopravvivenza, siamo pronti ad essere indifferenti alle sofferenze che sono di fronte a noi sperando di non doverle subire. A volte l’uomo volta il capo dall’altra parte e tace, fa il suo dovere e non si oppone.L’indifferenza di un popolo di fronte ad un’altro popolo sofferente lo rende schiavo a sua volta dell’oppressore.

L’ignoranza e l’indifferenza tengono a bada la popolazione tanto quanto la propaganda, la deificazione di un ideale o un entità politica.

In epoca fascista la scuola era il primo centro di propaganda politica. I bambini possedevano libri e quaderni sulle quali copertine erano presenti immagini di armi, carri armati, il duce che abbracciava i Balilla e immagini razziste nei confronti della popolazione dell’Etiopia sottomessa dai fascisti. I bambini ogni mattina rivolgevano una preghiera a Dio per il re e per il Duce e nelle scuole si intonavano canti patriottici. Tra i banchi delle scuole scorrevano ideali razzisti e spirito di guerra. La mente dei bambini era facile da condizionare, i bambini avrebbero costituito la popolazione adulta del domani, favorevole agli ideali fascisti e al razzismo.

La chiave per modificare la popolazione del domani è modificare l’apprendimento di oggi, questo rende la cultura un’arma a doppio taglio. Si può controllare tramite la diffusione di una cultura ben circoscritta entro certi limiti, se non si vuole che la popolazione ne faccia uso per richiedere la libertà, o si può usare l’arma dell’ignoranza.

 La cultura, di per se, è libertà di pensiero e giudizio.

” Un bambino, un insegnante, una penna e un libro possono cambiare il mondo” Malala Yousafzai

 

Un mondo colto è un mondo libero. Un mondo libero è un mondo che nessuno può distruggere.

 

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