Charles Dickens

charles

Di Lara Massaccesi

La realtà passa attraverso un uomo e ne esce sotto forma di arte. E’ questo che accade per gli artisti, come un filtro che trattiene le scorie della realtà, ne prendono un po e la trasformano in una melodia, in un dipinto, in una scultura, in una storia…

Ciò che accade per scrittori come Charles John Huffam Dickens, conosciuto da tutti come Charles Dickens, autore di celebri storie come ” Canto di natale”, ” Oliver Twist” ,” David Copperfield ” e ” Grandi speranze”. Egli nacque in Inghilterra, a Portsmouth il 7 febbraio del 1812 , secondo di otto figli. Per motivi legati al lavoro del padre Jhon Dickens , impiegato nell’ufficio stipendi della Marina Britannica, Charles visse la sua infanzia in più luoghi : da Londra (in un quartiere borghese) a Chatam e poi di nuovo a Londra, in uno dei quartieri più poveri della città ” Camden Town”.

Sin dalla sua infanzia Charles fu un avido lettore e un attento osservatore, dotato di una notevole memoria fotografica che lo aiutarono nel mestiere futuro dello scrittore. Ebbe modo di osservare i ceti sociali più poveri, vedere in volto la misera e la fame e confrontarli con quelli della società borghese che aveva conosciuto prima che la sua famiglia sprofondasse nei debiti. Nel 1824 il padre e l’intera famiglia , eccetto Charles, vengono rinchiusi in carcere a causa del mancato pagamento dei debiti. Charles è costretto a guadagnarsi da vivere lavorando in una fabbrica di lucido per scarpe , la “Warren’s Blacking Warehouse ”. Charles odia quel lavoro e detesta le condizioni in cui è ridotta la classe operaia: il tempo passato alla fabbrica sarà per lui d’ispirazione per le sue storie. Uscita dal carcere la madre lo costringe a lavorare ancora un po’ alla fabbrica, ben presto lui decide di abbandonare quel lavoro e dedicarsi allo studio della legge. Lavora per un periodo nello studio legale di “Ellis e Blackmore”. si rende presto conto che quel ambiente non fa per lui. Non dimostra di apprezzare molto la figura dell’avvocato…

“Se non ci fossero persone cattive, non ci sarebbero buoni avvocati”

C. Dickens

 Da quel momento comincia a lavorare per dei giornali e pubblicare piccoli racconti e storie ad episodi come “Oliver Twist”. Da questo punto di partenza comincia a scrivere le sue opere.

Dalle sue storie spicca il tema della povertà, della miseria , della fame e dello stato di abbandono in cui si trovano i ceti sociali più bassi. Le figure più ricorrenti nei suoi racconti sono bambini o adulti che , nel corso della storia, assumono caratteristiche infantili. Bambini spaventati, inesperti, abbandonati a se stessi e spesso maltrattati. Vagano nel mondo alla cieca e devono stare attenti ad ogni pericolo come degli animaletti indifesi in un bosco. Gli adulti sono figure avide e sgarbate che spesso amano sfruttarli e maltrattarli per arricchirsi , come accade al piccolo ” Pip” ,protagonista di ” Grandi speranze”.

Il mondo per loro è un luogo ostile, indifferente e imprevedibile, come lo è per i ceti sociali poveri.  I bambini sono la personificazione della povertà e dello stato di abbandono della gente povera dell’epoca e di tutte le epoche.  Nella maggior parte dei casi sono orfani oppure sono stati adottati da parenti che non li desideravano. La bassa società e’ ” orfana”e indesiderata.

Charles ha tratto i dettagli e le descrizioni dalla situazione di povertà in cui ha vissuto da piccolo e in cui ha visto vivere tanta gente: donne, bambini e operai. Ma c’è sempre qualcosa che , di punto in bianco, cambia la situazione, come accade in “Grandi speranze”. Il piccolo Pip è un orfano che vive con la sorella ( molto più grande di lui) e il marito di lei. Il piccolo viene continuamente maltrattato ed è detestato dai due coniugi; un giorno arriva l’invito inaspettato di una ricca e misteriosa signora alla sua villa,” Satis House”.La donna di propone di istruirlo e di far nascere un rapporto d’amicizia tra lui e la figlia adottiva di lei: Estella. La vita di Pip e le manovre della misteriosa signora portano i due ad innamorarsi e a credere prima di poter stare insieme e poi di non potersi vedere mai più, le loro vite sono sempre sul filo del rasoio. Ricorre il tema della speranza, di quel lembo di luce che ogni tanto affiora nelle vite del personaggi e le stravolge, per poi ripiombare improvvisamente nel buio. La speranza caratterizza maggiormente i ceti più poveri, mentre quelli più ricchi vengono visti in un modo diverso.

C’è un continuo paragone tra i ceti sociali e ad identificare i ceti sociali più alti, ci sono personaggi ricchi, avidi, indifferenti al dolore degli altri e molto spesso anche misteriosi.

pip

Il più chiaro esempio è quello dell’avaro Singor Ebenezer Scrooge, il quale non è disposto a dare un solo spicciolo delle sue ricchezze ai bisognosi e detesta il natale, tanto da privare della gioia di passare un natale in famiglia al suo impiegato Bob Cratchit. Egli riceve la visita dello spirito di Jabob Marley, un suo vecchio collega morto sette vigilie di natale prima. Lo spirito annuncia la visita di tre ulteriori spiriti : Lo spirito del natale passato, del presente e del futuro.

Egli rimane segnato da ciò che vede e cambia la sua vita e il modo di vedere il mondo , l’inutilità della ricchezza e l’importanza dei valori umani.

 

Charles Dickens continua a scrivere e viaggiare per tutta la sua vita , muore a Higham nel 1870 lasciando ai suoi lettori un quadro della società dell’epoca che racconta se stessa tramite emozioni, paure , successi e insuccessi, glorie e sconfitte. Le sue storie sono in grado di arrivare al cuore di chi le legge ed impregnarle di quella magia e quel alone di mistero che può essere racchiuso solo la tra le pagine di un vecchio e polveroso libro.

 

 

 

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