Marilyn Monroe: L’immortale stella- parte 1

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Infanzia ed Adolescenza di Marilyn Monroe (Di Lara Massaccesi)
Norma Jeane Backer, una donna con un’insaziabile sete d’amore, una bambina abbandonata e spaventata, una persona che dietro un sorriso nascondeva la più cupa sofferenza. Questo è il nome di nascita dell’immortale stella del cinema Marilyn Monroe. Il suo sorriso, la sua sensualità, il suo modo di fare e si apparire sul grande schermo da ” Bionda svampita e allegra” hanno fatto impazzire il mondo. Marylin con la sua gonna bianca che svolazzava sulle grate del marciapiede in ” Quando la moglie va in vacanza” appariva come il sogno di tutti, l’oggetto di desiderio degli uomini e di invidia per le donne che volevano emularla e possedere quella stessa inimiabile bellezza. Marylin Monroe era ” La ” donna che tutti volevano e, allo stesso tempo, una donna come tante, sperduta, sola e spaventata.

m piccola
Nacque l’1 giugno 1926 a Los Angeles. La piccola Norma Jeane Backer era nata in un posto ben diverso e lontano dai luminosi set cinematografici e dalla spumeggiante Hollywood. La piccola Norma Jeane è nata da una fugace relazione di sua madre, Gladys Pearl Monroe, con un attore che non riconobbe mai la figlia come sua. La piccola fu cresciuta inizialmente dalla madre. Gladys era una donna instabile, totalmente dipendente dall’alcool e solita ad ignorare la figlia chiudendola per ore in un buio ed angusto armadio per non averla tra i piedi. Norma Jeane, nella sua prima infanzia non aveva conosciuto giocattoli o dolci canzoni della buonanotte , solo le grida isteriche di sua madre e il silenzio più totale quando quest’ultima la abbandonava per andare a lavoro o la lasciava con una baby sitter. La piccola venne presto affidata per un periodo, sotto scelta della madre, a una famiglia stabile che, essendo fortemente cristiana, aveva deciso di essere solidale e prendersi cura della piccola con un pò di soldi dati settimanalmente dalla madre.
Norma Jeane così crebbe nella famiglia passando con la madre solo i week end. Quel mondo colorato e accogliente le aveva quasi fatto dimenticare le grida di sua madre ed un traumatico episodio avvenuto nei primi mesi di vita. Sua nonna aveva tentato di ucciderla, soffocandola con un cuscino; la piccola era stata salvata dalla vicina intervenuta sentendo le grida. La vita della bambina sembrava tranquilla, la famiglia ospitante le aveva persino regalato un cane, il piccolo e affezionatissimo Tippy. Ma il destino di Norma Jeane Becker stava nuovamente per cambiare. Un giorno la piccola trovo il cane ucciso e quello fu come un annuncio, sarebbe presto stata costretta a tornare a vivere con la madre. Gladys, più instabile ed alcoolizzata che mai, la portò a vivere in una villetta. La vita di Norma Jeane cominciò nuovamente ad essere dominata dal terrore ed i giorni erano un alternarsi di grida, violenze e crisi isteriche, la bambina era quasi sempre piena di lividi. Un giorno i vicini trovarono Gladys a tagliarsi ripetutamente la pelle sui polsi e sulle braccia imprecando e affermando di avere degli ” insetti ” che le scorrevano sotto la pelle. La donna venne chiusa in un manicomio.
Norma Jeane fu mandata in orfanotrofio a Los Angeles. Visse due anni di totale solitudine, derisioni e abbandono. Ma proprio tra le mura del grigio e cupo orfanotrofio, così simile a quell’armadio in cui veniva rinchiusa da piccola, nacque il suo sogno. Il suo lettino di fronte alla finestra da cui soleva guardare la scritta lampeggiate della ” RKO” una casa di produzione cinematografica di Hollywood. Guardando quella scritta nacque il suo sogno che per lei divenne una certezza: sarebbe finita sotto i riflettori, avrebbe fatto vedere al mondo chi era veramente. All’eta di circa 11 anni Norma Jeane viene adottata da una cara amica di sua madre: Grace Goddard sposata con un uomo di nome Kilmer. Norma Jeane andò a vivere con la sua nuova famiglia a Van Nuys, un distretto di Los Angeles. Alla sua giovane età Norma Jeane diventava sempre più bella e la sua sensualità era esplosiva nonostante fosse solo una ragazzina. Il suo bellissimo corpo, le sue forme sinuose e quel suo modo di fare cosi naturalmente accattivante attrassero Kilmer che la molestò un pomeriggio quando Grace aveva lasciato la casa. Quella brusca esperienza e la perdita della verginità in modo così prematuro la segnarono nel profondo. Pochi anni dopo, all’eta di sedici anni fu costretta a sposare un suo vicino: Jim Dougherty. Se non si fosse sposata sarebbe stata costretta a tornare nell’orfanotrofio: Grace e Kilmer si sarebbero presto trasferiti lasciandola a Los Angeles. Norma Jeane andò a vivere con il suo giovane marito in una roulotte. Jim era un marito premuroso, gentile e disponibile, pronto accontentarla in tutto, ma norma jeane sapeva di non amarlo. Quella vita così monotona le era scomoda, un pò come un’abito troppo stretto. La vita con Jim la stava soffocando. La coppia si trasferì a Catalina dove Jim aveva ricevuto una buona offerta di lavoro. Ben presto Jim accettò un nuovo lavoro che lo costrinse a passare lunghi mesi in Australia.

mari e jim

Durante la sua assenza Norma Jeane incontrò il fotografo di una rivista di moda che la contattò per dei servizi fotografici come modella. Un servizio fotografico in una fabbrica con una divisa da operaia fu il suo trampolino di lancio verso il successo. Norma Jeane sapeva che si trattava di un percorso lungo e faticoso, ma nulla l’avrebbe distolta dal suo obiettivo…tantomeno un marito. Lasciò Jim e continuò per la sua strada incurante di tutto il resto. Il mondo, quel mondo che non l’aveva sentita piangere nell’armadio, quel mondo a cui non era interessato se era sola in un orfanotrofio, quel mondo che l’aveva totalmente ingorata e odiata fino a quel momento si sarebbe presto prostrato a lei come una Dea. Non si sarebbe più fidata di nulla e di nessuno, si era decisa a non amare ma avrebbe amato troppo.
La sua scalata verso il successo e verso la vita era iniziata…

mari

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