La “Rinascita carolingia”: la cultura al servizio dell’Imperatore

Di Massimiliano Vino

L’età di Carlo Magno si contraddistinse per un grandissimo fervore artistico, letterario e filosofico, in buona parte voluto dallo stesso sovrano, Re dei Franchi (768) e primo Imperatore del Sacro Romano Impero (800). Carlo Magno, semianalfabeta, ma mosso da una insaziabile e brillante curiosità, intravide nella sviluppo culturale un collante naturale grazie al quale far convergere in un unico centro, la sua corte, l’enorme varietà del suo impero multietnico. Oltretutto il fervore culturale che fu alla base dell’abbellimento architettonico di Aquisgrana, rispondeva ad una precisa dinamica di potere, volta a rendere l’Impero di Carlo Magno il perfetto rivale occidentale dell’Impero romano d’Oriente.

L’attribuzione del titolo di “rinascita carolingia” è dello studioso J.J. Ampère, che rimase affascinato, come tanti altri studiosi, dallo splendore culturale e politico dell’impero carolingio.

Nella corte di Carlo Magno si concentrarono effettivamente le menti più brillanti dell’epoca, provenienti da ogni angolo dell’Occidente cristiano.

Il più importante, oltreché l’intellettuale cui venne attribuito il compito di organizzare le scuole e i programmi di istruzione dell’impero, fu senza dubbio Alcuino di York. Alcuino era un monaco, cresciuto intellettualmente nella colta Inghilterra. Oltre a provvedere ai programmi scolastici imperiali, ad Alcuino fu affidata dal re in persona la revisione del testo biblico: questa operazione avrebbe garantito, nelle intenzioni di Carlo Magno, uniformità e riferimenti corretti per tutto l’impero.

Altre figure chiave sono Paolo Diacono, un longobardo autore della storia del suo popolo (Historia Langobardorum) e il visigoto Teodulfo.

La corte di Carlo Magno era quindi riuscita a centralizzare i tre principali poli culturali dell’Occidente cristiano, vale a dire il polo anglosassone, quello longobardo e quello visigoto.

Gli effetti di questa miscela multiculturale sono evidenti dalle architetture di Aquisgrana, la quale divenne una sintesi di stilemi differenti, celebranti la rinascita di un impero romano cristiano.

Capolavoro indiscusso di questo periodo resta la cappella palatina, il cui ricchissimo apparato decorativo interno è ancora oggi perfettamente conservato.

Aachener_Dom,_Kuppelgewölbe_des_Oktogons

Ultimo, ma non meno importante, tra i prodotti della “rinascenza carolingia” resta l’invenzione di una nuova forma di trascrizione: la minuscola carolina.

Caroline_2

Questa trascrizione rese più facile la comprensione dei testi, alla ricopiatura dei quali provvidero le abbazie dell’Impero: fu forse l’eredità più importante del mondo carolingio. Un eredità di cui l’Europa moderna farà tesoro.

Quest’opera di riflessistorici.com è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia.

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