Marilyn (parte 2) : La sofferenza nascosta da sorriso e bellezza.

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Di Lara Massaccesi

Una vita senza motivazione è un po’ come un piatto senza sale…Perde tutto il suo sapore. Una motivazione può spingerci al di là delle nostre possibilità, al di là di ciò che credevamo di essere o credevamo di esser capaci di fare. Una motivazione può fare a pezzi la nostra vita, smontarla e rimontarla a suo piacimento. La motivazione è la spinta che ti fa alzare dal letto il mattino e affrontare ogni battaglia. La motivazione è la meta e il viaggio stesso.

Marilyn voleva raggiungere la sua meta, sentire negli applausi scroscianti del pubblico quel semplice e puro calore umano che non aveva mai veramente avuto. Lo cercava ovunque, nelle persone più inadatte, nelle situaizoni più impensabili, senza mai trovarlo. Una continua ricerca di qualcosa di evanescente, sfuggevole, irraggiungibile. Quando credeva d’averlo raggiunto, quel calore, scappava via…o forse non c’era mai stato.

Spesso capita di desiderare ardentemente qualcosa, lo si cerca ovunque e si crede di averlo trovato. Non lo si trova mai veramente. Ad un certo punto ti rendi conto che ciò che desideri così ardentemente non esiste, non puoi averlo, appena trovato esso muta. Il desiderio è nato semplicemente per essere tale, per riempire l’anima. Non appena un desiderio è soddisfatto ci si sente vuoti. Il desiderio è il sale della motivazione.

Iniziò a girare i suoi primi film come comparsa per poi diventare la protagonista in ” Orchidea bionda”. Seguirono poi il matrimonio con Joe di Maggio, un famoso giocatore di baseball statunitense. Divorziò da Joe e continuò la sua carriera con film come ” Niagara”,” Giungla d’asfalto”, “Eva contro Eva” , ” Quando la moglie va in vacanza” e “A qualcuno piace caldo” apparendo agli occhi dell’america e del mondo come la bella bionda un pò svampita. Sposò lo scrittore e drammaturgo Arthur Miller, ma il loro matrimonio e la loro felicità non erano destinati a durare. Cose come amore, matrimonio e felicità non erano destinate a durare per Marilyn: nè con Joe, nè con Arthur nè con nessun’altro uomo sulla terra. La sua infanzia oscura le aveva negato di appredere che cos’era l’amore e, di conseguenza, di essere capace di amare in modo serio e stabile. Amava troppo o troppo poco. L’amore bruciava in lei come un bisogno, una sete insaziabile e lei vi giocava come una bambina giocherebbe con un giocattolo e lo rompeva. Non è della Marilyn che si mostra schermi di cui voglio parlare, ma della Marilyn che si NASCONDE negli schermi. La telecamera, la sua celebrità erano un rifugio dalla solitudine, un’armadio stretto e buio da cui la sua anima non era mai fuggita. Non è del suo sorriso incorniciato da un lucente rossetto rosso di cui voglio parlare, ma del dolore che era costato quel sorriso e della forza con cui aveva fatto credere al mondo che quel sorriso celasse stupidità e non dolore. Voglio parlare della Marilyn che piangeva nel cuscino e che prendeva pillole per compiere ogni sua azione: mangiare, bere, dormire, vivere. Gli psicofarmaci la tenevano ad un passo lontana da quella follia, sempre troppo vicina ed imminente. La “Maledizione dei Monroe” incombeva su di lei come un’ombra nera. Sua madre era impazzita, sua nonna anche giungendo sino a tentare di ucciderla. La follia dei Monroe avrebbe presto trascinato via anche lei, e questo lo sapeva. Presto capì che quell’amore, quella consolazione, quel calore che cercava nelle grandi folle e negli schermi…non era abbastanza. Nulla era mai abbastanza. Eternamente vuota. Amata da tutti eppure eternamente sola.

Marilyn si è presa gioco del mondo. E’ divampata come una fiamma e si è presto consumata, la cenere che ne rimane è la cenere di una donna forte e unica. La cenere di una donna che ha sofferto e ha tentato in mille modi di rialzarsi, pur cadendo di continuo. Le stelle brillano di luce propria, i pianeti si affidano devoti alla loro luce. Le stelle si consumano. Marilyn ha brillato di luce propria e poi si è spenta. Il suo ultimo tentativo di amare fu rivolto al Presidente Jack Kennedy, anche questo andato in fumo. Un’amore impossibile che l’avrebbe consumata fino alla fine, quando si spense nel 1962, trovata morta nella sua casa a Los Angeles.

 

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